Pio Albergo Trivulzio, direttore indagato per epidemia colposa e omicidio colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Aprile 2020 10:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 12:49
Pio Albergo Trivulzio, direttore Calicchio indagato per epidemia colposa e omicidio colposo

Pio Albergo Trivulzio, direttore indagato per epidemia colposa e omicidio colposo (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Indagato il direttore generale del Pio Albergo Trivulzio di Milano, Giuseppe Calicchio. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulle morti che sarebbero avvenute nella casa di riposo durante l’emergenza Coronavirus.

Tra i reati ipotizzati, quello che nell’istituto siano arrivati (da altre strutture) malati di Covid-19. Malati che poi (è questa l’accusa da dimostrare) avrebbero potuto infettare gli ospiti della struttura. 

Calicchio, scrive il Corriere della Sera, è indagato per le ipotesi di reato di epidemia colposa e omicidio colposo. Il fascicolo, spiega il Corriere, è uno dei tanti, quasi una quindicina in tutto, che la Procura milanese ha aperto sulla gestione delle Rsa milanesi e nati da denunce di lavoratori e familiari di anziani morti.

In tutte queste indagini gli inquirenti stanno iscrivendo nel registro degli indagati i nomi dei vertici, come atti dovuti a seguito delle denunce a loro carico e per poter poi effettuare attività nei prossimi giorni.

Nell’inchiesta sul Pat, come nelle altre sulle case di riposo, si dovranno verificare soprattutto eventuali carenze nei protocolli interni e dei dispositivi di sicurezza, come le mascherine (alcuni dipendenti hanno raccontato che veniva impedito loro di usarle nei primi giorni dell’epidemia) e la gestione di pazienti trasferiti dagli ospedali nelle residenze.

Al lavoro sul caso del Trivulzio anche gli ispettori del Ministero della Salute e una commissione istituita dalla Regione Lombardia, che tra l’altro si occuperà anche dei casi di altre 15 Rsa.

La procura di Milano, che indaga sul Pio Albergo Trivulzio, punta a fare accertamenti, scrive l’Ansa, su decine di morti avvenute nell’istituto dopo lo scoppio dell’epidemia del coronavirus.

Negli altri fascicoli sulle case di riposo, iscritti per gli stessi reati anche i legali rappresentanti dell’istituto Don Gnocchi e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Iscrizioni previste pure negli altri casi, una dozzina in tutto. (Fonti: Ansa e Corriere della Sera)