Pio Albergo Trivulzio, anziana morta di setticemia: indagine dopo la denuncia dei parenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 13:15 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 13:15
Pio Albergo Trivulzio di Milano, anziana morta di setticemia: indagine dopo la denuncia dei parenti

Pio Albergo Trivulzio, anziana morta di setticemia: indagine dopo la denuncia dei parenti (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Una ospite del Pio Albergo Trivulzio di Milano è morta per setticemia e la sua famiglia ha denunciato la rsa.

L’anziana, di 78 anni, è morta il 21 maggio, dopo essere stata ricoverata il 19 maggio al San Giuseppe e il 20 al Fatebenefratelli, dove è deceduta per setticemia.

L’Ansa riporta che il legale del fratello della donna, l’avvocato Alberto Tucci, ha denunciato che la setticemia è stata “causata da piaghe da decubito andate in necrosi, perché abbandonata, senza assistenza”.

Ora, prosegue l’agenzia, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio colposo. In una conferenza stampa il legale ha mostrato le foto delle “profonde piaghe” sul cadavere.

L’ipotesi del legale dei familiari, che ha presentato denuncia arrivata sul tavolo dei pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi (aperta inchiesta e disposta autopsia), già titolari dell’indagine sulle morti al Pio Albergo Trivulzio Trivulzio nell’emergenza Covid, è che la donna, ospite nella casa di riposo dall’estate 2019, “sia stata abbandonata a se stessa”.

Lasciata, riporta l’Ansa, “senza assistenza nella struttura” almeno da fine aprile (era stata spostata in un reparto no Covid quando scattò l’emergenza). Tanto che, ha raccontanto l’avvocato, “il 22 e il 30 aprile la signora lasciò due messaggi nella segreteria telefonica del fratello, nei quali diceva ‘aiutatemi, qua continuo a suonare il campanello e non viene nessuno, saranno tutti morti'”.

Sempre il legale ha raccontato che da fine aprile i familiari della donna hanno inviato “fax, telegrammi” alla rsa “per chiedere notizie sulle condizioni dell’anziana senza avere mai risposta”.

La donna il 19 maggio venne ricoverata al San Giuseppe per “sospetta sepsi”, ma lo stesso giorno fu dimessa con diagnosi di “disidratazione, infezione al sistema urinario” e rimandata al Trivulzio.

Nei documenti, ha chiarito l’avvocato, “non si fa riferimento alle piaghe da decubito”. Le foto delle piaghe sono state scattate dal fratello il giorno dopo la morte. 

Al Fatebenefratelli la 78enne morì, come recita il referto, per “shock settico”. Il legale ha chiesto ai pm di acquisire i messaggi lasciati dalla donna nella segreteria del telefono del fratello, anche perché “vanno recuperati, dopo 15 giorni si cancellano”. La Procura, intanto, acquisirà le cartelle cliniche. Con la denuncia si chiede di “accertare le responsabilità, dato lo stato – ha concluso il legale – in cui è stato trovato il corpo”. (Fonte Ansa)