Maltempo: straripa il Liri vicino Cassino, il Tevere si gonfia a Roma. Migliora la situazione in Veneto e Piemonte

Pubblicato il 17 Marzo 2011 11:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2011 13:48

ROMA – Piogge e maltempo in tutta Italia nel giorno dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nel Lazio è straripato il fiume Liri causando molti danni nella zona di Cassino. E’ esondato anche il fiume Sacco vicino Roma e nella Capitale si sta alzando il livello del Tevere. In Veneto, per il pericolo slavine, è stato chiuso il Passo Fedaia migliora la situazione dei fiumi dopo gli allagamenti di mercoledì. Stesso discorso per il Piemonte dove il livello dei fiumi ha iniziato ad abbassarsi ed è rientrato l’allarme alluvione.

Lazio, straripa il Liri. Valle dei Santi isolata nel Frusinate per l’esondazione del fiume Liri avvenuta la scorsa notte. L’acqua ha invaso l’intera zona in località Giunture a Cassino. Molti i danni. Un’abitazione e’ rimasta isolata e tre persone al suo interno sono in attesa di essere soccorse di vigili del fuoco in arrivo da Latina con un gommone. E’ stata allestita una task force in prefettura con vigili del fuoco e protezione civile. I soccorritori lavorano senza sosta per fronteggiare l’emergenza.

Esonda il Sacco. Il fiume Sacco, a causa delle piogge abbondanti di oggi, e’ esondato all’altezza di Colleferro, vicino Roma, al chilometro 52 di via Casilina. Secondo quanto si e’ appreso, il fiume, che e’ un affluente del Liri, ha allagato le campagne limitrofe e al momento non ci sarebbe nessun pericolo a case o persone. Sul posto e’ intervenuta la protezione civile.

Si gonfia il Tevere. Questa mattina alle 8.30, all’idrometro di Ripetta, nel centro di Roma, il Tevere ha superato di pochi centimetri il livello di 10 metri. ”Un fenomeno progressivo, sotto controllo, che rientra – spiega in una nota il responsabile del Centro funzionale della Protezione civile del Lazio, Francesco Mele – nella normalita’, considerate le forti precipitazioni che si sono abbattute lungo il bacino il Tevere e su tutto il Lazio nelle ultime 12 ore. Continueremo a monitorare l’evolversi del fenomeno con la giusta attenzione”.

”Inoltre forti precipitazioni – aggiunge – si sono registrate sulla zona meridionale del Lazio, dove nelle ultime 12 ore si sono cumulati 70/80 millimetri medi di pioggia, mentre al centro-nord perturbazioni meno intense hanno accumulato 50 millimetri di pioggia. Questo ha determinato lo stato di piena di numerosi corsi d’acqua, in particolare nel bacino del Liri-Garigliano, con esondazioni locali tra Ceprano e Pontecorvo e tra Sant’Angelo in Theodice e Sant’Apollinare, nel frusinate. Da meta’ giornata ci aspettiamo un nuovo flusso di aria perturbata, nulla di preoccupante – conclude Mele – ma poiche’ i terreni sono saturi seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione meteo”.

Intanto le organizzazioni di volontariato della Protezione civile del Lazio da ieri sono impegnate nelle operazioni di supporto per il superamento dell’emergenza, eseguendo insieme ai Vigili del Fuoco vari interventi locali. Stamani 15 volontari sono intervenuti a Terracina dove a causa dell’esondazione del canale Portatore, in localita’ Borgo Ermada, si sono allagati numerosi appartamenti. Previsto l’elicottero della Protezione civile per il trasporto di sacchetti di sabbia per arginare il piu’ possibile il flusso di acqua. Altre sei squadre della Protezione civile sono al momento attive nel frusinate, ad Anagni, Ripi, Sant’Elia Fiumerapido e a Monte San Giovanni Campano, per allagamenti e frane.

Veneto, situazione migliora. La situazione di pericolo di esondazioni provocata dal maltempo di ieri in Veneto e’ migliorata nel corso della nottata. A Soave (Verona) l’acqua e’ rientrata nel Tramigna mentre sono segnalati livelli idrometrici ancora elevati nel padovano che, per ora non accennano a scendere. La Protezione Civile del Veneto ha emesso un aggiornamento sugli eventi meteorologici verificatisi ieri. I quantitativi di pioggia registrati sono stati indicativamente: 3040 mm sulle Dolomiti settentrionali, 50-70 mm sulle Dolomiti meridionali, 80-100 mm sulle zone Prealpine e Pedemontane con punte di 200 mm a Valpore – Seren del Grappa (Belluno), 157 mm a Col Indes (Belluno) e 135 mm a Rifugio la Guardia a Recoaro (Vicenza). In particolare sulla zona dell’Agno – Posina i quantitativi registrati sono stati di circa 110 – 130 mm. Precipitazioni tra 50 – 70 mm sulla pianura centro-settentrionale mentre tra 75 – 80 mm su quella nord-orientale; quantitativi compresi tra 20 – 40 mm sui settori meridionali della pianura. Permangono ancora attivi i servizi di piena sui fiumi Agno-Gua’, Bacchiglione, Livenza, Monticano, Muson dei Sassi, Lemene e il circondario idraulico di Padova ed Este (Padova). Limitati eventi franosi erano stati sul territorio dei Colli Euganei, nel vicentino e nel veronese.

Chiuso passo Fedaia per pericolo slavine. Il pericolo di frane e slavine ha portato alla chiusura del tratto veneto del Passo di Fedaia che da Rocca Pietore porta sotto la Marmolada e quindi in Trentino. Lo ha comunicato la societa’ Veneto Strade che ricorda come, a causa del maltempo, sia chiuso anche il Passo Giau, sopra Cortina d’Ampezzo, e la strada provinciale di Vigo di Cadore in direzione di Udine. Tutte le altre strade risultano percorribili ma con pneumatici da neve e catene montate per valicare i passi.

Piemonte, cessata allerta. Dopo tre giorni di pioggia, migliora il tempo il Piemonte. Non sono piu’ isolati Salza, Prali, Perrero e Massello, i Comuni della Val Germanasca bloccati da frane cadute sulle strade provinciali e ora raggiungibili su una strada alternativa aperta dalla Provincia. Il livello dei fiumi e’ in calo: il Po, dopo un picco a 4,32 metri a Torino, e’ sceso a 3,14 ed e’ in ulteriore diminuzione. Non preoccupano piu’ neppure i corsi d’acqua nell’alessandrino. Resta forte (grado 4) il rischio di valanghe, dalle Alpi Pennine alle Liguri; solo sulle Lepontine il rischio e’ di grado 3. In due giorni sono caduti 196,4 millimetri di pioggia a Corio Canavese (Torino), 177 a Bielmonte e 174 a Oropa (Biella), 148 a Talucco (Torino). Non e’ stato ancora deciso il rientro a casa per nove famiglie di San Raffaele Cimena (Torino) e per gli abitanti di 16 alloggi in corso Chieri, sulla collina torinese, fatti sgomberare perche’ minacciati da frane. Oggi e domani non ci dovrebbero essere precipitazioni se si esclude un po’ di nevischio sui rilievi alpini nelle zone di confine in Val di Susa (Torino) e nelle valli ossolane (Vco). Le massime aumenteranno, fino a 13-16 gradi, oggi, 20-21 domani.