Pioltello, il padre di Giuseppina Pirri: “Si lamentava di quei treni rotti e sempre pieni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2018 19:57 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018 19:57
Giuseppina Pirri (foto Facebook)

Giuseppina Pirri (foto Facebook)

MILANO – Giuseppina Pirri, 39 anni, nata a Cernusco sul Naviglio e residente a Capralba, in provincia di Cremona, è una delle tre donne morte nel disastro ferroviario avvenuto a Pioltello.

Il padre, Pietro Pirri, ora racconta disperato: “Mia figlia era al telefono con mia moglie e le ha detto che il treno era deragliato, mia moglie le ha detto “Scappa”, ma poi c’è stato solo il silenzio”. La telefonata è delle 6.55. L’uomo è andato immediatamente a Pioltello, sul luogo dell’incidente: “Sono andato lì – ha raccontato – ed era ancora incastrata nel treno, poi mi hanno detto che non ce l’ha fatta”.

La notizia ufficiale della sua morte è stata comunicata ai genitori alle 9.30.

Giuseppina Pirri, diplomata in ragioneria, viveva con i genitori e prendeva il treno tutte le mattine per andare al lavoro in una società di recupero crediti a Sesto San Giovanni. “Giuseppina – ricorda il padre – si lamentava sempre perché i treni erano spesso rotti e sempre pieni”.

Pioltello, il macchinista: “Ho sentito il treno vibrare, ho azionato il freno ma era già fuori dai binari”

“Quando ho sentito che il treno vibrava tanto, ho azionato subito il freno ma era già troppo tardi, era già fuori dai binari”: questo, in sostanza, il primo racconto fatto agli investigatori dal macchinista che guidava il convoglio Trenord deragliato la mattina di giovedì 25 gennaio a Pioltello, alle porte di Milano.

Il treno, secondo quanto risulterebbe da una telecamera di sorveglianza visionata nell’ambito delle indagini, avrebbe anche attraversato, quando parte dei vagoni era già fuori dai binari, la stazione di Pioltello lasciando una scia di scintille.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Il terzo vagone è stato il primo a deragliare. Ha abbattuto tre pali dopo essere uscito dall’asse e poi ha colpito anche un quarto palo, quello che, in sostanza, lo ha fermato. Ed è proprio sul terzo vagone che viaggiavano le tre vittime.