Pioltello, perquisite sedi di Rfi e Trenord. Volantino dei pm: “Chi era sul treno deragliato ci contatti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 gennaio 2018 22:14 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 22:14
Ci sono state perquisizioni nelle sedi di Rfi e Trenord per l'incidente a Pioltello

Il treno Trenord deragliato a Pioltello (Foto Ansa)

MILANO – Dopo i vertici e i manager di Rete Ferroviaria Italia e Trenord le stesse società risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta sul deragliamento del treno Cremona-Milano alla stazione di Pioltello in cui hanno perso la vita tre passeggere. 

Al Rfi e Trenord è stata loro consegnata un’informazione di garanzia in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti contestuale a perquisizioni e sequestri di documentazione nelle loro sedi di Roma e Milano.

 

Gli investigatori stanno raccogliendo “dati informatici” e “documentazione cartacea relativa alla gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria”, comprese quella sui costi degli investimenti soprattutto relativi alla sicurezza di rete e vagoni. Documentazione che si aggiungerà alla prima relazione della polizia ferroviaria e dei vigili del fuoco depositata martedì mattina ai pm e nella quale è stata fatta una ricostruzione di quanto è accaduto lo scorso 25 gennaio all’alba nei pressi della stazione di Pioltello, dove il treno partito da Cremona alle 5:32 è deragliato.

Relazione che assieme agli elementi raccolti nei giorni scorsi (come il pezzo di 23 centimetri staccatosi dalla rotaia o la tavoletta di legno infilata come zeppa sotto il giunto del binario) e a quelli che verranno raccolti prossimamente con l’ispezione dei carrelli dei vagoni che sono scarrocciati, confluirà nella super consulenza disposta dalla magistratura sulle cause dell’incidente.

E quando, poi, si terranno accertamenti irripetibili, potranno partecipare con i loro esperti, non solo le società, ma anche i quattro indagati: si tratta di Maurizio Gentile e Umberto Lebruto, rispettivamente amministratore delegato e direttore della produzione di Rfi, e Cinzia Farisé e Alberto Minoia, rispettivamente amministratore delegato e direttore operativo di Trenord.

I quattro, che rispondono di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo, sempre con i loro consulenti, potranno anche partecipare all’autopsia sui corpi delle tre donne fissata per giovedì mattina.

Intanto martedì, sempre su disposizione dei pm, sui muri di tutte le stazioni ferroviarie da Cremona a Treviglio è stato stato affisso un volantino in cui si invita chi era al bordo del treno 10452, al momento dell’incidente, a prendere “contatti con la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Milano scrivendo alla mail maurizio.ghezzi@giustizia.it oppure chiamando il numero di telefono 0288456893 (Centrale Operativa Polizia Locale di Milano) lasciando i propri recapiti in modo da essere contattati”. Si tratta di una sorta di appello, al quale hanno già risposto in molti, per raccogliere ulteriori testimonianze sul deragliamento e per mettere ulteriori tasselli a un’inchiesta che si profila delicata e complicata.

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