E’ di Livorno ma nasce a Pisa. “Non ditelo a nessuno”, i genitori si vergognano, troppo forte la rivalità cittadina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2019 11:35 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2019 11:38
E' di Livorno ma nasce a Pisa. "Non ditelo a nessuno", invocata la privacy per questioni di campanile

E’ di Livorno ma nasce a Pisa. “Non ditelo a nessuno”, invocata la privacy per questioni di campanile

ROMA – La ‘guerra’ di campanili tra Pisa e Livorno invade anche le corsie dell’ospedale. E’ accaduto a Pisa nella notte di Capodanno con protagonista una coppia di genitori livornesi che ha invocato la privacy per il loro figlio appena nato ‘in trasferta’.

Il primo nato dell’anno all’ombra della Torre pendente è venuto alla luce alle 1.08, non si sa se si tratti di un maschio o di una femmina perché i genitori, livornesi appunto, hanno vietato al personale sanitario di veicolare qualunque informazione.

Agli operatori, che gli hanno chiesto se volessero farsi fotografare, come da tradizione, per informare la stampa, la risposta è stata risoluta: essendo di Livorno meglio non far sapere far sapere che il bambino o la bambina (l’Azienda ospedaliero universitaria pisana non ha fornito indicazione neppure sul sesso del neonato) è venuto al mondo proprio a Pisa.

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Inutile, insistere. Questa è la decisione presa dalla famiglia. Così la ribalta del primo giorno dell’anno va a Iris, nata alle 3.44, lunga 49 centimetri e 3,2 kg di peso. Una bambina di quasi tre ore più “vecchia” per la quale la sua famiglia, pisana d’origine, ha acconsentito la divulgazione dei dati personali.

La ‘guerra’ di campanile è scoppiata la mattina del primo dell’anno, quando la dottoressa è entrata nella stanza della neomamma per dirle che “fuori c’erano giornalisti e fotografi, venuti come ogni anno a immortalare il primo nato: è la tradizione e alle mamme fa piacere”.

La donna ha scambiato un rapido cenno d’intesa con il marito e poi la risposta all’unisono: “Per carità, niente foto. Niente nomi e nessun dato. Siamo di Livorno e non vogliamo far sapere che la nascita è avvenuta a Pisa”. Una frase lapidaria, che ha chiuso la questione. E a giornalisti e fotografi non è rimasto che raccontare la storia di Iris, la seconda nata in città che senza il gran rifiuto nessuno, oltre a parenti e amici, avrebbe mai conosciuto.