Plastica libera, patente a chi scappa: la strana giustizia di Tar e giudici pace

di Lucio Fero
Pubblicato il 1 Agosto 2019 8:17 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2019 10:49
L'aula di un Tribunale

L’aula di un tribunale (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Plastica libera, altrimenti è “libera concorrenza violata”. Plastica libera e uso libero della plastica, anche in spiaggia. Bicchieri, piatti e soprattutto bottiglie. Erano stati infatti soprattutto coloro che vendono la loro merce imbottigliata a rivolgersi al Tar, Tar di Puglia. E, solerte, il Tar di Puglia ha detto che dica pure l’Europa che bisogna smetterla con l’uso della plastica non riciclabile, dica pure ma chi è l’Europa? E chi sarà mai il governo o la Regione che fossero tentati di allinearsi all’Europa? Quel che conta, almeno in Puglia, è il Tar. E in Puglia, parola e potere del Tribunale Amministrativo Regionale (questo è il Tar) la plastica è e resta libera.

Forse è un caso o forse proprio no un’altra Regione italiana si è schierata con al sua magistratura amministrativa per la plastica libera ed è, guarda caso, la Sicilia. Forse un caso o forse proprio non che le magistrature amministrative delle due Regioni dove notoriamente l’impresa opera in regime di massima concorrenza, nessuna lobby, nessun aiuto pubblico e dove il mercato si sviluppa in tutte le sue potenzialità…

Forse è un caso o forse proprio no che Sicilia e Puglia dove l’ambiente è già rispettatissimo e iper tutelato, dove mare è protetto da scarichi ovunque, dove le coste non sono cementificate…

Qui il Tar ha detto, a presidio della libertà di impresa, che plastica sia libera. Chiarendo, non c’è dubbio, quale la funzione principe della magistrature amministrative regionali: la protezione degli interessi consolidati. Una strana giustizia.

Come strana a dir poco è la giustizia di quel giudice di pace che ha restituito la patente e quindi il diritto di guidare a Deniss Panduru. E chi è Deniss Panduru? Autista di scuola bus, un giorno ha a bordo 13 bambini tra alunni di elementari e medie. Il bus impegna male una curva, si ribalta. Nessuno si fa male o quasi ma Deniss Panduru molla tutti e si squaglia. Dirà poi di aver avuto paura arrivassero i genitori e lo aggredissero. Omissione di soccorso e positivo alcol test, insomma aveva bevuto quanto ad un autista di scuola bus non è consentito. Gli sospendono la patente per 30 mesi. Il giudice di pace gliel’ha restituita.

Che bisogna fare per avere la sanzione del ritiro della patente più di quanto ha fatto Deniss Panduru? Strana giustizia.