Plutarco e la Vita di Galba, la traduzione della versione della seconda prova del Classico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2019 10:25 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019 10:25
Plutarco e la Vita di Galba, la traduzione della versione della seconda prova del Classico (foto Ansa)

Plutarco e la Vita di Galba, la traduzione della versione della seconda prova del Classico (foto Ansa)

ROMA – Al liceo Classico, per la seconda prova, la versione di latino e quella di greco trattano della figura dell’imperatore romano Galba. La prima, quella di latino, è tratta da Historiae di Tacito, la seconda, quella di greco, da Vita di Galba di Plutarco (Vite Parallele).

Ecco la traduzione del testo di Plutarco:

Quel giorno, di buon mattino, Galba sacrificava sul Palatino alla presenza di amici l’aruspice Umbricio, nel prendere in mano le viscere della vittima per seminarla, non in modo oscuro ma chiaramente disse di vedere segni di un grandes scompiglio ed un pericolo di tradimento incombente sul capo dell’imperatore, attento a quanto veniva detto e mostrato da Umbricio. Poiché era sconvolto e cambiava continuamente colore per la paura, gli si avvicinò il suo liberto Onomastr e gli disse che gli architetti erano arrivati e lo aspettavano a casa. Era questo il segnale del momento in cui Otone doveva andare incontro ai soldati.

Dicendo dunque che aveva comprato una vecchia casa e voleva mostrare le parti sospette ai venditori se ne andò e scendendo attraverso i cosiddetti palazzi siberiani andò verso la piazza dove si innalza una colonna aurea, alla qual terminano tutte le strade costruite in Italia. Dicono che i primi ad accoglierlo qui e e a salutarlo imperatore fossero non più di 23. Per questo, benché non fosse debole di animo così come era debole e molle fisicamente e fosse invece audace e impassibile di fronte ai pericoli, si spaventò.

I presenti non permisero che tornasse indietro, ma circondando la sua lettiga con le spade in pugno ordinarono che venisse portato via, mentre lui ripeteva sottovoce che era perduto e incitava i portantini ad affrettarsi. Alcuni sentirono e furono sorpresi più che turbati dalla esiguità del numero di coloro che avevano osato l’impresa.
Mentre in questo modo lo portavano attraverso il foro, si presentarono altrettanti soldati e poi altri ancora si unirono in gruppi di tre o quattro.