Pm: “Pulcini pestati come acini d’uva e così uccisi. Erano scarti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2015 11:24 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2015 11:33
Pm: "Pulcini pestati come acini d'uva e così uccisi. Erano scarti"

Pm: “Pulcini pestati come acini d’uva e così uccisi. Erano scarti”

BRESCIA – L’accusa è: pulcini messi in delle ceste e lì schiacciati e pestati come se fossero acini d’uva durante la vendemmia. Erano considerati scarti, materiale inutilizzabile. Erano troppo gracili per diventare polli da vendere. Così venivano uccisi e poi smaltiti come “rifiuti pericolosi”. Questo, secondo quanto riferisce Wilma Petenzi sul Corriere della Sera (che cita carte della Procura), è quel che sarebbe successo all’azienda agricola Crescenti di Passirano (Brescia). 

A testimoniarlo, scrive Petenzi, ci sarebbe un filmato girato dal sostituto procurato Ambrogio Cassiani, andato alla fattoria lo scorso giugno per un’ispezione insieme gli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Quel giorno gli operai dell’azienda non si sarebbero fermati nemmeno di fronte all’arrivo del magistrato. Scrive Petenzi sul Corriere della Sera:

“Solo quella mattinata, sotto gli occhi del magistrato e degli investigatori, sono state uccise centinaia di pulcini. Tuta verde-grigio della Forestale indosso e telecamera alla mano, il magistrato ha ripreso tutto, senza perdere nemmeno una delle atrocità commesse nel capannone: gli operai dell’azienda erano con i pantaloni arrotolati al polpaccio, i piedi infilati in grosse ceste, sotto di loro decine e decine di pulcini che morivano, tra strazianti pigolii”.

Adesso i proprietari dell’azienda e il veterinario responsabile sono stati chiamati a giudizio con un decreto di citazione immediato. Sono accusati di maltrattamento di animali e uccisione ingiustificata. Secondo l’accusa sono migliaia e migliaia i pulcini ammazzati in questo modo perché troppo piccoli, non adatti all’ingrasso e quindi non utili, ai fini economici, perché non potevano diventare polli da vendere.

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