Polizia di Stato in rivolta: “Lo stipendio non arriva”. Dal ministero dell’Interno solo “risposte imbarazzate”

Pubblicato il 24 Luglio 2009 15:08 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 15:51

RO080509POL_0022Dei 97 mila tra donne e uomini poliziotti, che garantiscono la sicurezza in Italia, la stragrande maggioranza, ad oggi, non ha visto un euro dell’ultimo stipendio. La stessa cosa era accaduta in aprile. La polizia di Stato è in rivolta.  E non vuole più credere ai continui ritardi “tecnici”, ai  problemi informatici e ai tagli alle spese. La denuncia parte dal segretario nazionale della polizia di Stato, Enzo Marco Letizia: «Ritrovarsi lo stipendio accreditato con puntualità e soprattutto gli straordinari pagati è diventato un terno al lotto».

A quando lo stipendio di luglio? Chiede la polizia al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dal momento che quanto sta accadendo oggi ha un precedente nel mese di aprile. A ciò vanno ad aggiungersi i ritardi dei rimborsi di straordinari e missioni. «Vorremmo sapere se gli stipendi di ministri e parlamentari subiscono la stessa frenata» dice Letizia. E a niente serve la scusa dei contrattempi informatici presentata da  Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia.

«La maggior parte degli stipendi è mosso dai sistemi informatici ed è sempre in ritardo», sostiene il segretario nazionale: «Solo una minima parte dei funzionari pubblici della sicurezza ha scelto il pagamento con i sistemi tradizionali in contanti o assegni e in cassa i soldi ci sono. Un tempo quando era l’esatto contrario i ritardi si registravano alla cassa e gli accrediti erano puntualissimi sui conti correnti». Manca all’appello la maggior parte del denaro. «Non è possibile che tutte la banche abbiano problemi sistemici e che questi si reiterino da quasi un anno».

D’altronde neppure dal Viminale riescono a dare delle risposte concrete. Contattato questa mattina dal segretario nazionale delle forze di Polizia, l’ufficio relazioni sindacali del ministero dell’Interno «ha dato solo risposte imbarazzate».