Poliziotto aggredito a morsi da immigrato a Milano ha perso una falange

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 novembre 2018 12:17 | Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2018 12:17
poliziotto falange

Poliziotto aggredito a morsi da immigrato a Milano ha perso una falange

ROMA – Il poliziotto vittima dell’aggressione a Milano da parte di un immigrato, che dopo aver opposto resistenza al fermo si è avventato su di lui e gli ha staccato con un morso un polpastrello, sta meglio.

Il fatto è accaduto nella tarda serata del 22 novembre. Dopo varie chiamate da parte di alcuni cittadini, la polizia arriva sul luogo e vede l’immigrato mentre sta spaccando i vetri delle auto in sosta e le pensiline della Stazione Certosa. È armato con un martello, dunque pericoloso. Gli agenti provano a farlo ragionare, poi provvedono al fermo.

L’uomo però non intende farsi catturare e reagisce con violenza. Quando uno degli agenti si avvicina per disarmarlo, il 34enne gli stacca a morsi un pezzo di dito della mano sinistra. Solo l’utilizzo secondo le procedure del taser ha impedito che la situazione degenerasse in peggio.

L’egiziano di 34 anni viene arrestato, portato all’ospedale Luigi Sacco e accusato di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Ma è sul collega sanguinante che si concentrano le attenzioni dei poliziotti: il giovane agente viene immediatamente portato d’urgenza in ospedale a Sesto San Giovanni dove i medici tentano di riattaccargli la parte di dito strappata. Ma non ci riescono e alla fine sono costretti ad amputare.

“Amici, facciamo un grosso in bocca al lupo, e un caloroso augurio di pronta guarigione, al giovane agente della polizia di stato che l’altra notte a Milano ha subito una violenta aggressione, mediante un morso alla mano da parte di un immigrato di nazionalità egiziana”, scrive il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Massimo Bitonci. “Gli è costato il distacco dell’ultima falange del dito medio! I nostri operatori di polizia, ogni giorno, in mezzo a mille difficoltà, rischiano la loro incolumità e la loro vita, per garantire la nostra sicurezza!”.