Poliziotto suicida a Roma: “Serve un aiuto psicologico agli agenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2019 13:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019 13:00
Poliziotto suicida a Roma in via Guido Reni: "Serve un aiuto psicologico agli agenti"

Una volante della Polizia in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Anche Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine, ha voluto commentare la notizia del poliziotto che si è ammazzato a Roma:

“Un poliziotto si è tolto la vita sparandosi al petto, davanti la caserma del reparto volanti in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio a Roma. Ancora da chiarire le cause che hanno portato all’estremo gesto. ma il suicidio, ad oggi, resta la principale causa di morte di agenti in servizio. I dati ufficiali dimostrano di un malessere diffuso che è la manifestazione estrema di disturbi e disagi sempre più radicati nella nostra polizia.

La maggior parte dei suicidi di poliziotti o appartenenti alle forze armate avviene con l’arma di servizio. Ma un’arma nelle mani di una persona che soffre psichicamente può trasformarsi in un pericolo mortale non solo per lui. Un agente che è vittima di stress sul lavoro non è un agente che può garantire la massima efficacia e ciò può riverberarsi anche sul suo lavoro a contatto con i cittadini. Serve necessariamente un supporto psicologico obbligatorio per gli agenti in servizio, con figure professionali specializzate a fronteggiare l’emergenza con l’ausilio di psicologi esterni. Il rifiuto delle terapie psicologiche e l’aumento di stress sono fattori di rischio non più trascurabili”. 

Il suicidio del poliziotto in via Guido Reni.

Dalle prime informazioni sembra che proprio ieri era il suo 60esimo compleanno. A scoprire il cadavere del poliziotto alcuni colleghi. All’interno della propria auto l’agente è stato trovato già privo di vita in seguito all’esplosione di un colpo di pistola al cuore, accanto a lui l’arma. Allertati i soccorsi per il poliziotto non c’è stato nulla da fare, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Chiusa per qualche ora via Guido Reni per consentire gli accertamenti, secondo le prime informazioni il 60enne non avrebbe lasciato messaggi né bigliettini. Restano da appurare le motivazioni che avrebbero portato l’uomo a compiere l’estremo gesto. (Fonti Ansa e Il Messaggero).