Pollena Trocchia, identificati i 3 della bomba esplosa davanti al negozio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2020 12:13 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2020 12:13
Pollena Trocchia, identificati i 3 della bomba esplosa davanti al negozio

Pollena Trocchia, identificati i 3 della bomba esplosa davanti al negozio (Foto Ansa)

NAPOLI – Pollena Trocchia, identificati e indagati i tre che fecero esplodere una bomba per impedire l’acquisto di un immobile.

L’esplosione avvenne davanti al negozio di abbigliamento di Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, il 5 settembre 2019.

Rimase ferito gravemente uno degli attentatori, rischiando di coinvolgere una coppia che si trovava a passare in quel momento.

Questa mattina tre persone identificate dalle forze dell’ordine: per una di loro è scattata la custodia cautelare in carcere, per le altre due invece è arrivato l’obbligo di dimora.

Sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione, detenzione e porto abusivo di materiale esplosivo.

Uno di loro è ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’attentato, fatto per intimidire gli acquirenti di un immobile da lui venduto a non proseguire nel giudizio civile intrapreso per la risoluzione della vendita.

Questo in modo da non restituire i 120.000 euro già ricevuti a titolo di caparra e mettere di nuovo in vendita lo stesso immobile.

L’uomo fu ferito per colpa di una miccia troppo corta che non gli aveva dato il tempo di scappare prima della deflagrazione.

Arrestato immediatamente, in flagranza di reato, come esecutore materiale del fatto, grazie all’intervento di tre agenti delle forze dell’ordine.

Ingenti i danni alla struttura causati dall’esplosione: l’uomo si trovava infatti coinvolto in una causa civile contro le vittime, dopo che la compravendita di un immobile non era andata a buon fine.

L’uomo, che si era tenuto una caparra da 120mila euro, lo aveva anzi rimesso in vendita, e la vicenda era finita davanti a un giudice.

Da qui, il tentativo di intimidazione, colpendo il negozio e “avvertendo” così le vittime a non proseguire nel loro iter giudiziario.