Cronaca Italia

Via Poma. Cassazione: Raniero Busco. Simonetta Cesaroni: il mostro ancora libero

Via Poma. Cassazione: Raniero Busco. Simonetta Cesaroni: il mostro ancora libero

Raniero Busco da oggi in Cassazione. Se non fu lui a uccidere Simonetta Cesaroni, il mostro è ancora libero

ROMA – Ha inizio oggi in Corte di Cassazione il nuovo processo per il giallo di via Poma. Imputato Raniero Busco, accusato di avere ucciso con 29 coltellate, il 7 agosto 1990, la  fidanzata Simonetta Cesaroni. Teatro del massacro: via Poma a Roma, nella parte più elegante del rione di Prati, alle spalle di viale Mazzini, sede della Rai.

La vicenda giudiziaria di Raniero Busco dura da 5 anni, da 24 il mistero rimasto insoluto.

È il 9 novembre del 2009 quando la Procura della Repubblica di Roma ottiene il rinvio a giudizio di Raniero Busco per l’omicidio volontario di Simonetta Cesaroni, la ragazza con la quale, all’epoca dei fatti, era fidanzato.

Quello di via Poma è stato un delitto assurdo e spietato. Simonetta Cesaroni, che il 7 agosto del 1990 lavorava da sola nella sede romana degli Ostelli della Gioventù, è deceduta dopo aver ricevuto 29 colpi di arma da taglio, alcuni dei quali portati con ferocia nella zona pubica.

In Corte d’Assise i periti della Procura di Roma sostengono che l’arcata dentale di Raniero è compatibile con la traccia di un morso lasciata sul seno di Simonetta. Per i giudici di primo grado quella perizia è decisiva e, il 26 gennaio 2011, l’ex fidanzato viene riconosciuto colpevole e condannato a 24 anni di carcere.

Nel processo di secondo grado, altri periti, nominati da Lucio D’Andria, presidente della prima Corte d’Appello, non solo rigettano le conclusioni peritali cui sono giunti i consulenti della Procura, ma mettono addirittura in dubbio che la piccola lesione in prossimità del capezzolo possa essere un morso. Il 27 aprile 2012 Busco viene assolto per non aver commesso il fatto.

La Procura ricorre in Corte di Cassazione e oggi si terrà la prima udienza del processo di legittimità.

Nell’omicidio di via Poma – a leggere le sentenze fin qui prodotte – hanno fallito sia l’inchiesta svolta con i mezzi disponibili nel 1990, sia quella basata sulle tecniche scientifiche di investigazione. Alla Corte di Cassazione spetta ora il compito di mettere la parola fine al lungo incubo vissuto da Raniero Busco e dalla sua famiglia, oppure di stabilire lo svolgimento di un nuovo processo.

Nell’attesa dobbiamo ammettere – parafrasando l’arringa di Franco Coppi, difensore insieme con l’avvocato Paolo Loria dell’ex fidanzato di Simonetta Raniero Busco– che il mostro è ancora libero.

Igor Patruno ha seguito l’omicidio di via Poma fin dall’inizio e ha pubblicato due libri sull’argomento: “La ragazza con l’ombrellino rosa” e “Via Poma”.

 

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