Pomigliano, sciopero Fiom e Cobas. Fiat va in tribunale: “Ci danneggiano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Giugno 2013 17:04 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 17:04
Pomigliano, sciopero Fiom e Cobas. Fiat va in tribunale: "Ci danneggiano"

Fiom di Pomigliano (foto Lapresse)

TORINO – Fiat va in tribunale contro il blocco dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Succede che lo Slai Cobas aveva indetto uno sciopero nello stabilimento campano e poi anche la Fiom è andata a ruota.

Per questo Fiat ha presentato un esposto alla Procura di Nola perché ”vengano intraprese le iniziative opportune per consentire l’attività produttiva” nello stabilimento di Pomigliano in occasione del primo sabato lavorativo con recupero. Lo ha presentato Fiat, per cui il blocco provocherebbe ”gravi danni occupazionali e patrimoniali”.

Fiat ha presentato l’esposto in merito al dilagare di dichiarazioni minacciose e promesse di sabotaggio dell’attivita’ produttiva dello stabilimento di Pomigliano in occasione del primo dei due sabati lavorativi con recupero previsto per domani e frutto dell’accordo siglato il 23 maggio scorso con le rappresentanze sindacali autonome (rsa) dello stabilimento.

La manifestazione, sostiene Fiat, e’ stata promossa ”con lo scopo di impedire, attraverso un’attivita’ di picchettaggio davanti agli ingressi dell’impianto, l’entrata dei lavoratori”. Nell’esposto, Fiat chiede anche di ”evitare il verificarsi di disordini o di episodi di intimidazione nei confronti dei lavoratori impegnati”. ”Come gia’ sottolineato nei giorni scorsi – si legge in una nota del Lingotto – i due sabati con recupero programmati dall’accordo sono segnali positivi che devono essere colti tenendo anche conto che si tratta di iniziative previste nell’ambito del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro. Sono stati decisi per far fronte a un picco di produzione di vetture legate a commesse ricevute da aziende di autonoleggio. E’ paradossale che questi gruppi, che per anni hanno accusato la Fiat dell’iniziativa di Pomigliano, oggi non vogliano cogliere l’opportunita’ del mercato di consolidare i volumi produttivi raggiunti”.

Fiat conclude auspicando che ”le autorita’ competenti, che in questi anni con rigoroso zelo si sono occupate delle modalita’ con le quali e’ stato realizzato l’investimento, assicurino le condizioni per il regolare sviluppo del lavoro”.

Gli scioperi

Dopo lo Slai Cobas, anche la Fiom ha proclamato lo sciopero nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco in occasione del primo dei due sabati di recupero concordati da azienda e le rsa degli altri sindacati di categoria per far fronte ad un isolato picco produttivo dovuto a richieste da parte di un’azienda di autonoleggio.

In una nota la Fiom rende noto di aver indetto lo sciopero di otto ore nella fabbrica automobilistica campana per la giornata di domani, sabato 15 giugno, e di aver organizzato per stasera, a partire dalle 22, ”un presidio democratico ai cancelli dello stabilimento”.

”Non e’ accettabile ricorrere all’utilizzo dello straordinario – spiegano i metalmeccanici della Cgil – oltretutto con una perdita di salario, quando in cigs ci sono ancora piu’ di 2000 persone da oltre quattro anni e da piu’ di due dal lancio della nuova Panda. Dovrebbe ormai essere evidente a tutti quello che prima era chiaro solo alla Fiom-Cgil: la produzione del solo modello Panda non da’ garanzie occupazionali ai lavoratori dello stabilimento di Pomigliano e rischia di affossare l’indotto campano che prima lavorava per piu’ modelli Alfa Romeo”.

I presidi che partiranno la sera del 14, concludono dal sindacato, servono ”per chiedere da subito l’utilizzo dei contratti di solidarieta’, per permettere il rientro di tutti i lavoratori in fabbrica e il lancio di nuovi modelli che possano garantire sviluppo, occupazione e rilanciare l’indotto automotive in Campania”.