Pompei. Arcangelo Arpino suicida nel parcheggio del Santuario

Pubblicato il 10 Maggio 2012 16:51 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 19:26

NAPOLI – Un uomo si e’ ucciso sparandosi alla testa nel parcheggio del Santuario di Pompei. Arcangelo Arpino, 63 anni, di Vico Equense (Napoli), era titolare di una impresa edile. Ha lasciato tre lettere: una di scuse ai familiari e con un invito-preghiera alla la Madonna di Pompei perché li protegga, un’altra dove parla dei problemi economici legati alla sua attivita’ e un’altra di accuse contro Equitalia.

In un’altra lettera, invece, ci sono le accuse ad Equitalia per le diverse cartelle esattoriali inviate e anche ad un commercialista napoletano. Il professionista, secondo quanto ha scritto la vittima, nonostante fosse stato pagato e nonostante si fosse avvalso di lavori edili mai saldati, non aveva sistemato le pendenze con Equitalia il che avrebbe comportato un ulteriore peggioramento della situazione. C’e’ poi, nella lettera, anche un elenco di cinque assegni, per un importo complessivo di 4100 euro, che l’uomo chiede di bloccare in quanto scoperti.

L’uomo era titolare di una impresa edile, la ‘Euro Costruzioni’ di Vico Equense (Napoli). Si e’ sparato con una pistola calibro 7.65, legalmente detenuta; e’ morto poco dopo nell’ospedale di Castellammare di Stabia. Secondo quanto si evince nelle lettere lasciate, ora all’esame dei carabinieri, l’uomo avrebbe ricevuto diverse cartelle esattoriali da Equitalia.

”La gente si sente abbandonata. Anch’io durante la supplica ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesu’ sulla croce si e’ lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest’uomo”. Cosi’ l’arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati.