Pompei, “massaggi romantici” a pochi metri dagli scavi? No, “sono prostitute”

Pubblicato il 6 Luglio 2012 16:11 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2012 17:04

pompei scavi archeologiciNAPOLI – Un bel massaggio a pochi metri degli scavi archeologici di Pompei, prezzi modici, 40-50 euro al servizio. Sugli inserti pubblicitari si legge che si tratta di massaggi “romantici orientali”. Ma quelle massaggiatrici, in abiti particolarmente succinti, erano inserite in quella che gli investigatori ritengono fosse una vera e propria attività di prostituzione.

I carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Torre Annunziata (Napoli) su richiesta della locale Procura della Repubblica a carico di due cinesi indagate per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nei confronti di loro connazionali all’interno di un centro massaggi. Le indagini, iniziate nel dicembre 2011, hanno portato al sequestro preventivo del centro benessere e all’arresto della titolare e della sorella, entrambe incensurate, residenti a Terzigno, dove vive una folta comunità di cinesi.

L’operazione è scaturita da servizi di osservazione effettuati dai carabinieri di Pompei che avevano notato movimenti sospetti, anche in tarda serata e in giornate festive, in prossimità del centro. Ci sono state, poi, le dichiarazioni univoche e concordanti di oltre 20 clienti italiani, di ogni età e ceto sociale, delle province di Napoli e Salerno oltre che della stessa Pompei, che hanno confermato di aver ricevuto un atto sessuale a pagamento con ragazze cinesi all’interno di stanze finemente arredate.

Nel corso delle indagini è emerso, inoltre, che nell’attività si sono alternate almeno quattro ragazze cinesi che, in cambio delle loro prestazioni, venivano retribuite con un forfait di appena il 40% dell’incasso quotidiano mentre la restante somma rimaneva alle due sorelle titolari dell’attività. Il giro d’affari del centro massaggi si aggirava attorno ai 1500 euro al giorno. Le due donne erano in procinto di aprire una vera e propria casa di prostituzione dove poter dirottare i clienti abituali per prestazioni sessuali complete.