Pompei, i tecnici si appellano a Napolitano: “La misura è piena. Bondi smetta di attaccarci”

Pubblicato il 8 Novembre 2010 17:37 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 20:48

Il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei

Basta con gli attacchi di Bondi alla professionalità dei tecnici del suo ministero. L’associazione nazionale dei tecnici dei beni culturali boccia la gestione del settore e scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ringraziarlo del suo intervento su Pompei e lanciare un altro allarme sulla ”incredibile situazione dei beni culturali in Italia, che tanto scalpore sta suscitando in tutto il mondo”.

In nome ”di un managerialismo di facciata, condito da commissari che tanti episodi giudiziari stanno provocando”, denunciano i tecnici nella lettera, ”sono state calpestate e si vogliono calpestare competenze di altissimo livello, anche internazionale, imbrigliate prima dall’omologazione con i Lavori Pubblici, quando c’era precedentemente una legislazione specifica, poi dai tagli mortificanti di finanziamenti e mezzi, che hanno reso il settore asfittico”.

A Napolitano i tecnici ricordano che ”si è giunti addirittura a vietare i sopralluoghi ispettivi con la propria auto ai funzionari, che già ‘godono’ per la maggior parte di risibili stipendi, a fronte delle retribuzioni da super manager che pervadono il ministero e a tal proposito desideriamo ringraziarLa pubblicamente per il Suo autorevole intervento nell’incresciosa situazione”.

Ebbene, continua la lettera, ”riteniamo che la misura sia colma, considerata l’inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio del mondo. L’Italia e la sua cultura sono una priorità che merita una riflessione globale sui beni culturali, da non considerarsi ne’ merce ne’ emergenza ma il volano economico, oltre che ricchezza per l’umanità”.