Pompei. Tomba epoca pre-romana del 400 a.c. ultima scoperta

Pubblicato il 21 Settembre 2015 19:19 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2015 19:19
La tomba pre-romana

La tomba pre-romana

POMPEI – Una tomba di epoca pre romana del IV secolo A.C. è l’ultima emozionante scoperta nella valle archeologica di Pompei presentata lunedi in anteprima ai giornalisti: un rinvenimento firmato Italia e Francia.

Quattro secoli prima di Cristo una donna di età compresa tra i 35 e i 40 anni veniva sepolta in un insediamento sannitico, una delle prime comunità italiche che iniziavano a popolare l’antica Campania.

Intorno alla salma, prima di chiudere la tomba, vennero collocati gli oggetti che le erano appartenuti in vita: preziosi vasi di oli e creme, forse anche del vino, che dovevano comporre il corredo funerario e che lascia presumere si trattasse di una donna molto ricca.

Circa 5 secoli dopo, nel 79 dopo Cristo, la tomba finì sotto la cenere e i lapilli che seppellirono la città di Pompei, in seguito all’eruzione del Vesuvio.

Poi, nel 1943, durante la guerra, una bomba che cadde a poca distanza dalla millenaria tomba ridusse in pezzi le lastre dell’antichissima sepoltura sannitica che è riuscita tuttavia a proteggere i resti della donna, assieme al suo corredo funebre.

A presentare il ritrovamento, assieme con la delegazione di studiosi del Centre Jean Bérard di Napoli, è stato il soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna. Da oltre 10 anni, infatti, il Centre Jean Bérard lavora in collaborazione con la Soprintendenza, in un programma di ricerche su ”Artigianato ed Economia a Pompei”.

“Pompei – ha sottolineato Osanna – continua a rivelarsi una fonte inesauribile di scoperte scientifiche e la stretta cooperazione internazionale della Soprintendenza con le missioni straniere di scavo ci inorgoglisce particolarmente. Le attività di ricerca che si stanno concentrando nelle necropoli di Pompei – già Porta Nola, dove lo scorso mese si è concluso un progetto di indagine e ricerca che ha portato alla luce la sepoltura di un infante, urne cinerarie e vari elementi di corredo funerari – continuano a riservare grandi sorprese”.

“Questo testimonia – ha concluso – che Pompei è una città tuttora viva, non solo da salvaguardare, ma che continua a produrre elementi di studio e a perpetuare in qualche modo la sua anima. In quest’ultimo caso, nella Necropoli di Porta Ercolano, si tratta di ritrovamenti particolarmente interessanti perché ci consentono di indagare un periodo storico finora poco studiato nell’area pompeiana, proprio per gli scarsi rinvenimenti”.