Pompiano, sindaco leghista nega la biblioteca per presentazione di libro sull’antifascismo

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 21 Novembre 2019 19:09 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2019 19:09
Pompiano, sindaco leghista nega la biblioteca per presentazione di un libro sull'antifascismo

Federico Gervasoni, autore del libro “Il cuore nero della città”

BRESCIA – Giancarlo Comencini, sindaco leghista di Pompiano, piccolo comune in provincia di Brescia, ha deciso che nella biblioteca della sua città non si può parlare di antifascismo, poiché “è meglio lasciare fuori la politica dalla biblioteca, è un luogo di cultura“. Questa la risposta data al giovane giornalista Federico Gervasoni, che aveva chiesto all’Amministrazione di poter presentare il suo libro “Il cuore nero della città”.

Il sindaco avrebbe deciso che non si può parlare di antifascismo in biblioteca, negando così a Federico Gervasoni – da anni sotto sorveglianza per le minacce ricevute per via delle sue inchieste sul neofascismo – di poter presentare il suo libro nel libero spazio cittadino.

Il libro “Il cuore nero della città”, racconta il ritorno e le gesta dei gruppi neofascisti a Brescia, città che il 28 maggio 1974 fu teatro di una delle stragi neofasciste più sanguinose della strategia della tensione, con 8 morti e più di cento feriti. “Anche per questo il neofascismo dovrebbe essere un valore ancora più condiviso”, ha detto Gervasoni a L’Espresso. “Ma purtroppo non è così: non solo c’è il risorgere di vecchie sigle come Avanguardia Nazionale (movimento sciolto dai giudici nel 1976 per ricostituzione del partito fascista, ma oggi ancora attiva, di cui un membro fu autore della strage di Brescia, ndr), ma anche la preoccupante avanzata di CasaPound, Forza Nuova, Brescia ai Bresciani”. 

Sara Acerbis, consigliera comunale d’opposizione, si è schierata dalla parte del giornalista: “Il sindaco poteva negare la biblioteca appellandosi alla norma che consente di utilizzarla solo per iniziative promosse dall’amministrazione comunale, invece ha voluto sottolineare la dimensione politica di un libro che politico non è: mette solamente in fila fatti di cronaca”.

Gervasoni infine si è detto sconcertato da quanto accaduto: “Ho presentato il mio libro in molte città, nessun sindaco però mi ha mai negato la biblioteca.Spero che Comencini abbia letto il mio libro prima di rispondere alla richiesta”.

La decisione del sindaco, nel piccolo comune viene vista come una decisione presa per l’amicizia tra Comencini e Andrea Boscolo, esponente dei neofascisti di “Brescia ai Bresciani” e vicino agli ambienti di Avanguardia Nazionale. “In paese Boscolo è molto conosciuto: in tanti lo hanno visto fare campagna elettorale per la Lega e per Comencini sindaco”, ha detto un cittadino a L’Espresso. (Fonte: L’ESPRESSO).

FNSI: “Solidarietà al collega”

“Il che significa, in poche parole, che è il sindaco a decidere se un libro è cultura o politica e a erigersi arbitro dell’attività culturale della biblioteca”, dice il presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, Paolo Perucchini. “È davvero poco rassicurante – continua Perucchini – che la politica intervenga sull’opportunità di presentare un libro in biblioteca perché… parla di politica. Ma in Italia, e nel profondo nord, oggi dobbiamo assistere anche a queste situazioni”.

Il sindacato dei giornalisti della Lombardia, in coordinamento con la Federazione nazionale della Stampa italiana, esprime solidarietà al collega Gervasoni, da mesi per altro al centro di minacce per il suo lavoro di cronista focalizzato, in particolare, sul fenomeno della presenza neofascista sul territorio.