Ponte Morandi: il cemento fornito dalla mafia? Sospetto inglese…

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 16 agosto 2018 10:15 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2018 10:15
Ponte Morandi: il cemento fornito dalla mafia? Sospetto inglese...

Ponte Morandi: il cemento fornito dalla mafia? Sospetto inglese…

ROMA- Le immagini del crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto, hanno fatto il giro del mondo. Tutti , [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] esperti e non, si chiedono come sia potuto accadere e di chi siano le responsabilità, ma fino a  quando le operazioni di ricerca e di recupero non saranno state completate difficilmente si potranno iniziare indagini tecniche dettagliate per stabilire le cause che hanno portato al collasso della struttura .

Tra le varie supposizioni spunta l’ipotesi avanzata da Dave Parker, ex Visiting Professor di Ingegneria Civile alla Queen’s University di Belfast ed  editore tecnico del magazine New Civil Engineer per 12 anni prima di diventare autore e giornalista free-lance.

Dave Parker si domanda se il problema principale del ponte Morandi non sia stato il cattivo cemento fornito dalla mafia.  In effetti la struttura, progettata dal famoso ingegnere italiano Riccardo Morandi costruita tra il  1963 e il 1967, è stata afflitta da problemi sin dalla sua ultimazione portando a costose manutenzioni e attirando critiche feroci da parte di esperti di ingegneria.

La qualità dei materiali avrebbe potuto essere  compromessa dal coinvolgimento della criminalità organizzata nel settore delle costruzioni negli anni ’60. “Secondo miti urbani, la mafia aveva allora le mani sull’industria del cemento e faceva pagare a prezzo pieno anche se metteva meno cemento dentro”, ha detto  Dave Parker, come riporta il daylymail che continua parlando di un’Italia per lungo tempo tormentata dalla corruzione e dall’infiltrazione di capi delle gang nelle imprese, in particolare nel settore delle costruzioni.

Antonio Brencich, professore di costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, aveva sollevato dubbi strutturali sul ponte Morandi ed ha ora detto a Radio Capital: “È stato interessato da gravi problemi di corrosione legati alla tecnologia utilizzata. Morandi  ha voluto usare una tecnologia che aveva brevettato, che in seguito non è stata più utilizzata che si era rivelata un fallimento “.