Stralli, c’erano o no nel pilone del Ponte Morandi crollato?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 agosto 2018 5:10 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2018 9:40
Ponte Morandi crollato a Genova: il calcestruzzo era una scommessa con la morte

Ponte Morandi crollato a Genova: il calcestruzzo era una scommessa con la morte

GENOVA – Stralli aggiunti, stralli mancanti. Forse per un pugno non di dollari ma di euro. La chiave della tragedia probabilmente è in questi cavi d’acciaio. Dove il ponte Morandi è crollato, gli stralli non c’erano.

Il ponte Morandi, il titanico viadotto che faceva volare sopra il greto del torrente Polcevera, a Genova, per gli addetti ai lavori, era una cambiale in scadenza con la Morte. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Per chi conosce le leggi della chimica e del cemento armato, era una scommessa ogni volta passare su quel ponte. E alla fine la scommessa è stata persa.La strage di martedì 14 agosto 2018 ha origini remote, anzi è proprio figlia di un vizio di origine.

Contro qualsiasi manuale di tecnica delle costruzioni, per superbia scientifica, il progettista Riccardo Morandi voleva dimostrare di poter usare il calcestruzzo precompresso in trazione anziché in compressione come sarebbe invece il suo giusto uso a regola dell’arte. L’dea era di precomprimere il calcestruzzo a tal punto da poterlo usare come tirante in un ponte strallato.

Il calcestruzzo precompresso ha inoltre alcuni problemi, in particolare:

– produce rottura fragile e non elastica, ossia tutto d’un colpo senza preavviso come quando spezzi una matita sottoposta a flessione. Un cavo d’acciaio invece produce rotture elastiche, come un elastico che si tira per l’appunto e prima si sfilaccia e dà preavviso.

– ha un ciclo di vita di circa 50/60 anni, soprattutto quello degli anni 60 spesso di scarsa qualità
– è sottoposto a “fluage” ossia a fenomeno di deformazione differita nel tempo di una struttura sottoposta a carichi.

Quei tiranti sottoposti a carichi  elevati di precompressione si erano quindi deformati. Se poi ci aggiungete che in questi 50 anni il traffico su quel ponte è decuplicato…

Negli anni si sono accorti che non teneva  hanno aggiunto poi tiranti in acciaio come nei ponti strallati tradizionali. Ma il pilone caduto pare fosse l’unico a cui non avevano applicato i tiranti aggiuntivi. Ora la parola è alla Procura della Repubblica.