Ponte Morandi, aumentano gli indagati per il crollo

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2018 19:40 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2018 19:40
Ponte Morandi, aumentano gli indagati per il crollo

Ponte Morandi, aumentano gli indagati per il crollo (Foto Ansa)

GENOVA –  Le indagini per il crollo del ponte Morandi a Genova puntano alla cristallizzazione delle prove fino a oggi raccolte ma anche a risalire alla catena di responsabilità che hanno portato al disastro del 14 agosto: gli incidenti probatori saranno due, mentre la lista degli indagati sembra destinata ad allungarsi.

Venerdì 7 settembre la Procura ha chiesto il primo incidente probatorio, avvisando le 20 persone iscritte nel registro degli indagati tra vertici di Autostrade, Mit, membri del Provveditorato e tecnici della società Spea Engineering, per garantire la rimozione delle macerie e la catalogazione dei reperti.

Il secondo, che verrà chiesto in una fase successiva, servirà per capire le cause del crollo e potrebbe arrivare in autunno inoltrato, mentre per il primo si potrebbe procedere a fine settembre.

Intanto lunedì 10 settembre gli investigatori del primo gruppo della guardia di finanza incontreranno i pm Walter Cotugno e Massimo Terrile per mettere a punto la lista dei testimoni da sentire e degli indagati da interrogare. Questi ultimi potrebbero comparire davanti ai pm anche più di una volta.

Tra i testimoni che verranno sentiti nei prossimi giorni potrebbero esserci anche i membri del Consiglio di amministrazione di Autostrade che parteciparono alla riunione del 12 ottobre 2017 in cui si discusse del progetto di retrofitting e che non sono indagati. L’obiettivo dei magistrati è quello di sapere in che termini venne presentato il progetto e quali furono le considerazioni fatte oltre a quelle riportate a verbale.

Al vaglio degli inquirenti le comunicazioni ufficiali e quelle informali intercorse tra i vari ‘attori’ di tutta la vicenda. Il dubbio degli investigatori è che sui documenti ufficiali possano essere state riportati dati ‘ammorbiditi’, edulcorati rispetto a quanto invece riportato in altre comunicazioni.

E’ iniziata intanto l’analisi per valutare le migliori offerte di società specializzate per poter partire al più presto con la verifica attraverso sensori di rischio. Appena ricevuta la relazione della Commissione tecnica, già inviata al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, la struttura commissariale si è attivata per velocizzare i passaggi per poter partire con le operazioni e ha depositato in Procura la richiesta di autorizzazione per accedere alla zona posta sotto sequestro.

Nelle prossime ore, individuata l’azienda fornitrice di sensori (che potranno essere acquistati solo dopo aver ottenuto i permessi di accesso dai magistrati), inizierà il monitoraggio dei due tronconi di ponte Morandi.

Intanto la vicenda del crollo finisce sul New York Times che titola: ‘When the bridge fell’, Quando il ponte cadde. Apre così in prima pagina con un lunghissimo servizio, spalmato su seconda e terza pagina, dedicato alla tragedia di Genova. Con una foto del moncone del cavalcavia Morandi, visto da una finestra aperta, il servizio racconta la storia del ponte, meraviglia di ingegneria minimale quando fu inaugurato nel 1967, i difetti che tardarono a venire alla luce, le possibili negligenze, le testimonianze di chi ha assistito alla tragedia e l’opinione di esperti.