Ponte Morandi, New York Times ricostruisce il crollo in prima pagina: “Ecco com’è venuto giù”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2018 8:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2018 21:01
Ponte Morandi, New York Times ricostruisce il crollo in prima pagina

Ponte Morandi, New York Times ricostruisce il crollo in prima pagina (Foto Ansa)

ROMA  –  ‘When the bridge fell’ (‘Quando il ponte cadde’): il New York Times ha dedicato al crollo del ponte Morandi a Genova la prima pagina della sua edizione del 7 settembre, pubblicando un lunghissimo servizio dedicato alla tragedia del viadotto sul Polcevera in cui morirono 43 persone.

Il servizio, corredato da fotografie e grafici, racconta la storia del ponte, meraviglia di ingegneria minimale quando fu inaugurato nel 1967, i difetti che tardarono a venire alla luce, le possibili negligenze, le testimonianze di chi ha assistito alla tragedia e l’opinione di esperti: “Una ricostruzione del crollo del viadotto genovese, dall’inizio al rapido epilogo”.

“Quando fu costruito negli anni ’60 – scrive il giornale -, il viadotto di Genova era più che un semplice ponte. Era un viaggio lungo 1.200 metri attraverso la maestria e l’innovazione, che erano valse al suo progettista Morandi fama nei circoli di architettura e ingegneria nel mondo. La sua sagoma era così leggera e aerea, che sembrava uscita direttamente dai fogli di carta millimetrata”, scrive il Nyt.

“La sua bellezza era nella sua semplicità. Ma i tecnici si resero conto gradualmente che la struttura aveva così pochi sostegni-chiave che se anche uno solo di essi avesse ceduto, un’intera sezione sarebbe crollata”, scrive il giornale, citando un’esperta in Storia dell’Architettura dell’Università la Sapienza di Roma, Marzia Marandola.

L’articolo si apre con la drammatica testimonianza di Davide Capello, il vigile del fuoco calciatore miracolosamente sopravvissuto perché la sua auto, precipitata dal ponte, è rimasta incastrata poco sotto. “Improvvisamente vede il vuoto 20-30 metri davanti a lui. Frena, ma il vuoto gli viene incontro mentre la strada sparisce, sezione dopo sezione”, racconta il Nyt.  

LA DINAMICA DEL CROLLO DI PONTE MORANDI – Nei grafici il quotidiano newyorchese ricostruisce il crollo del viadotto: la rottura dei cavi degli stralli a sud del pilone 9, quello poi crollato, ha provocato il cedimento degli stralli stessi. In questo modo parti dell’impalcato hanno iniziato a ruotare verso sud (verso il centro di Genova). Le sezioni dell’impalcato hanno iniziato a cedere e il peso della strada è finito per poggiare interamente sugli stralli a nord (quelli verso Savona). I cavi rimasti e gli stralli di cemento armato a quel punto si sono spezzati. Le due estremità sono finite penzolanti dalla torre mentre parti dell’impalcato sono finite a terra. Alla fine anche la torre, alta oltre 90 metri, è crollata sulla sua stessa pila di macerie.