Ponte Morandi, Autostrade marca stretto Report e va in contropiede

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2018 12:09 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018 12:44
Ponte Morandi, botta e risposta tra Report e Autostrade

Ponte Morandi, botta e risposta tra Report e Autostrade

ROMA – Come è crollato il Ponte Morandi? A questa domanda ha provato a dare risposta un’inchiesta di Report andata in onda lunedì 5 novembre su Rai3. Al servizio di Report sulla tragedia che ha segnato il capoluogo ligure, dal titolo “Sotto il Ponte…”, Autostrade per l’Italia ha risposto in tempo reale attraverso il suo blog, puntualizzando le informazioni non corrette e replicando punto per punto alle accuse del programma.

Ma veniamo ai fatti. La data ormai tristemente nota è quella del 14 agosto, ore 11.36: crolla il ponte Morandi sull’A10, a Genova. Il ponte era stato progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, la cui firma è nel calcestruzzo precompresso e nella struttura a cavalletti. La costruzione finisce nel 1967, e già dieci anni dopo cominciano i problemi, tanto che nel 1993 vengono rifatti i quattro tiranti di un pilone. Dal 2000 la Genova-Ventimiglia è in concessione ad Autostrade per l’Italia, alla quale spettano i ricavi dei pedaggi ma anche la manutenzione.

Chi avrebbe dovuto controllare? Secondo Report, “l’amministratore delegato di Aspi doveva vigilare sulla sicurezza del Ponte”. Ma ecco arrivare la risposta di Autostrade: “Come in tutte le strutture e organizzazioni a rete su tutto il territorio, la responsabilità e le risorse per controlli e manutenzione sono attribuite agli uffici territoriali. Vale per Anas, Ferrovie dello Stato, così come per Autostrade per l’Italia”.

Il problema, afferma il servizio di Report, sembra essere la manutenzione dei tiranti, che doveva partire adesso, dopo tre anni di progettazione, nonostante solleciti a monitorare il ponte con sensori permanenti arrivati da più studi commissionati proprio da Autostrade. Ma il prof. Mancini del Politecnico di Torino, perito esterno di Autostrade replica puntuale: “I tiranti non sono la causa del crollo e la manutenzione non era così urgente. Abbiamo fatto le nostre verifiche”.

Si parla anche di un progetto di abbattimento del ponte, già previsto. Autostrade precisa però che “i progetti di demolizione sviluppati a partire dal 2001 non hanno nulla a che fare con la sicurezza del ponte Morandi. Aspi ha studiato varie opzioni di potenziamento del tratto autostradale di Genova. Una di queste prevedeva l’affiancamento di un nuovo ponte a 4 + 4 corsie a servizio sia del Polcevera che della nuova Gronda. Una volta costruito il nuovo ponte sarebbe stato smontato l’attuale. Questa proposta fu accantonata nel corso del dibattito pubblico”.

Nell’inchiesta di Report si sostiene inoltre che Aspi era il grande assente al Consiglio dei ministri convocato a Genova il 15 agosto per far fronte all’emergenza. Falso, obietta Autostrade, che “a partire dal suo Amministratore Delegato, era presente a Genova ininterrottamente dalle ore 17 del 14 agosto”. La società, precisa di essersi “attivata sin da subito dopo il crollo per dare il massimo supporto alle autorità pubbliche e ai soccorritori per far fronte all’emergenza. Autostrade ha messo a disposizione uomini e mezzi che hanno lavorato in continuo coordinamento con la Protezione Civile e le istituzioni locali”.

A caldo, il governatore ligure Toti ha attaccato il programma dal suo account Facebook: “Report celebra chi doveva controllare”, facendo notare che la competenza sui controlli del Morandi è del Governo e non è mai stata della Regione Liguria.