Ponte Morandi, il rientro degli sfollati slitta per il vento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 9:05 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 9:29
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Ponte Morandi, il rientro degli sfollati slitta per il vento

GENOVA – E’ iniziato con mezz’ora di ritardo, il rientro degli sfollati di ponte Morandi. La commissione tecnica, riunitasi sopra il viadotto, ha dato il via libera alle operazioni. “È stato uno stop precauzionale – spiega il consigliere delegato alla Protezione civile del Comune di Genova, Sergio Gambino -. Il vento non influisce sui sensori, il ponte non si sta muovendo. In giornata saranno effettuati tutti gli accessi previsti”.

“Ho una lista di cose da prendere. So già che non la rispetterò e so già che, una volta fuori, avrò dimenticato qualcosa…”. Giusy Moretti, portavoce del comitato sfollati di ponte Morandi, sarà tra le ultime a rientrare nella propria casa. “Il mio turno è sabato pomeriggio – spiega – sono qui per rivedere gli amici di una vita, le persone della mia scala con cui abbiamo condiviso 50 anni”. Due ore non sono tante per ritrovare le proprie cose tra quelle mura abbandonate di corsa lo scorso 14 agosto.

“È il meglio che abbiamo potuto ottenere – dice – e comunque potremmo rientrare altre volte. Mia figlia vuole la sedia a dondolo, spero riusciremo a prenderla. E poi vorrei l’orologio di mio padre, quello che gli hanno regalato quando è andato in pensione dalle Ferrovie. Spero di trovarlo, perché ho un vuoto di memoria e non ricordo dove l’ho messo…”. Alle sue spalle i monconi del viadotto, monumento di una tragedia che mai avrebbe immaginato. “Paura del ponte? Non l’ho mai avuta, neppure il giorno che è caduto”. 

Per il recupero dei propri oggetti personali, ciascun nucleo familiare sarà accompagnato da tre vigili del fuoco, due in casa e uno a terra. Per completare le operazioni avranno due ore di tempo e potranno utilizzare un carrello mobile per il trasporto dei beni. Il sindaco di Genova Marco Bucci ha spiegato: “La priorità è sugli oggetti, ma sono decisioni personali. E’ un ottimo piano, il comitato è soddisfatto. Si partirà dalle case esterne per poi avvicinarsi a quello sotto il ponte”. Il piano prevede che ogni nucleo familiare abbia a disposizione 50 scatoloni “ma non è rigido”. Riguardo alla possibilità che una famiglia possa recarsi più volte nell’appartamento, Bucci ha tagliato corto: “Intanto cominciamo da questo giro, poi vedremo”. 

Per recuperare i beni nelle case della zona rossa “è possibile che ci siano anche un secondo e un terzo turno di rientro, ma se la situazione della struttura resterà stabile anche un trasloco”.