Ponte Morandi: domani ore 8, gli sfollati potranno recuperare i beni in casa: 2 ore di tempo, 50 scatole, no mobili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 8:47 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 9:00
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Ponte Morandi, gli sfollati potranno recuperare i beni in casa: 2 ore di tempo, 50 scatole, no mobili

GENOVA – Le famiglie sfollate di Genova (circa 700 persone) possono tornare temporaneamente nelle loro case evacuate dalla zona rossa sotto Ponte Morandi per riprendere oggetti e suppellettili, salvo poi uscire (le case, infatti, dovranno essere abbattute).

“A partire dalle ore 8 di giovedì 18 ottobre, sarà possibile avviare le attività di accesso agli immobili di via Porro e via Fillak”, hanno annunciato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, commissario straordinario alla ricostruzione. Il via libera al rientro è arrivato lunedì 15 ottobre a seguito del parere favorevole della Commissione tecnica preposta.

In caso di superamento della soglia d’attenzione, rilevata dai sensori, si dovrà disporre l’evacuazione entro 4 minuti e si dovrà interdire l’accesso a tali aree fino a nuova comunicazione della Commissione tecnica. Qualora la visibilità dovesse essere inferiore ai 1.000 metri, la velocità media del vento dovesse superare i 10 metri al secondo o dovesse subentrare un’allerta meteo di qualsiasi livello, le operazioni non potranno essere avviate o, se già in corso, dovranno essere sospese.

Delicatezza e complessità delle operazioni non si fermano qui. Secondo quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone: “Le piattaforme meccaniche per il recupero dei beni degli sfollati del ponte Morandi serviranno a portare via velocemente cose un pochino più grandi, ma non a smontare la cucina. È impensabile che si possano smontare i mobili di casa“. “Le operazioni di recupero dei beni nelle case degli sfollati potranno essere eseguite solo in condizioni meteo perfette, in assenza quindi di vento – ha sottolineato Giampedrone – Le piattaforme saranno utilizzate in particolare per i piani alti sotto il ponte Morandi. Se possono non utilizzare le scale è meglio. Serve un piano di emergenza nel caso in cui i sensori dovessero rilevare la minima oscillazione del moncone”.

“Parteciperanno le squadre dei vigili del fuoco e operatori specializzati, – aggiunge – stiamo organizzando pacchetti da tre ore per il rientro di ogni famiglia sfollata, cercheremo di fare più accessi, almeno due, vedremo se sarà possibile consentire anche il terzo. Il mobilio è stato riconosciuto nei risarcimenti Pris, è un valore che il Governo ha messo nel decreto, perciò non andrà recuperato“.

Sul sito web del Comune di Genova è stato pubblicato il calendario degli accessi per il recupero dei beni negli appartamenti sgomberati di via Porro e via del Campasso. Il presidente della Regione Toti aveva già ribadito che il recupero dei beni dipende da determinate condizioni: “Il rientro degli sfollati del ponte Morandi nelle proprie abitazioni per recuperare i loro beni non dipende dalla politica, dipende dai sensori, ma lo effettueremo al più presto in condizioni di totale sicurezza. Crediamo che i sensori facciano bene il loro lavoro proteggendo le persone che rientreranno. Ci auguriamo che questa settimana il piano ambizioso di ritorno nelle case cominci”. Cosa che effettivamente è stata fissata a giovedì 18 ottobre.

Ponte Morandi, vademecum recupero beni della Protezione Civile

Il servizio di recupero beni presso le abitazioni soggette a sgombero a seguito delle Ordinanze sindacali n. 282/2018, n. 307/2018 e n. 310/2018, è un’attività subordinata al completamento dell’istallazione dei sensori, all’attivazione del sistema di monitoraggio e di segnalazione relativo alla pila 10 del viadotto Polcevera.

In relazione alle valutazione della Commissione tecnica a supporto del Sindaco, si evidenzia che il rischio dell’operazione sia collegato ovviamente alla staticità delle strutture non escludendo cedimenti di varia natura.

Per lo svolgimento dell’operazione sono state adottate le seguenti azioni di mitigazione del rischio:

●        precoce avviso da parte del sistema di monitoraggio delle porzioni di viadotto di eventuali movimenti ritenuti al di fuori del range stabilito dai tecnici e dalla commissione.

●        esporre il minor numero di persone possibile in zona rossa.

●        far permanere le persone in zona rossa il tempo strettamente necessario per compiere l’attività.

●        limitare le attività di recupero a quanto strettamente necessario.

●        gestire prontamente e correttamente l’eventuale allontanamento dall’area del personale presente.

Le operazioni tecniche saranno sotto la direzione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco dei Genova, e tutti i cittadini che avranno accesso alla “zona rossa” dovranno attenersi scupolosamente alle disposizioni impartite dai VVF.

Le aree ricadenti all’interno della zona rossa individuata dal Comune di Genova saranno perimetrate e considerate aree di operazioni da parte dei Vigili del Fuoco. Gli accessi all’area suddetta, anche di personale autorizzato da parte del Comune di Genova, dovranno essere autorizzati esclusivamente dal Posto di Comando Avanzato dei Vigili del Fuoco. Il controllo del perimetro dell’area è stato affidato all’Esercito Italiano.

In considerazione dell’elevato numero di accessi da effettuare e la necessità di limitare la presenza di persone in zona rossa l’intera attività è stata preventivamente concordata e pianificata.

Il Settore Protezione Civile del Comune di Genova ha raccolto le richieste di recupero,e in accordo con i Vigili del Fuoco ha provveduto a stilare il calendario degli accessi per giorno e per civico. In tal modo i richiedenti il servizio verranno contattati con un preavviso di due giorni dal Comune di Genova il quale indicherà il giorno e l’ora prevista di accesso agli appartamenti.

Stante il numero di nuclei familiari e l’ampiezza dell’area, l’intera area è stata suddivisa in settori al fine di pianificare gli accessi, al fine di mantenere un sistema ordinato di lavoro ed evitare interferenze tra le squadre.

Il giorno stabilito le persone (due per ogni appartamento) si dovranno recare presso i punti di Assistenza alla popolazione, (individuati nella cartografia). I residenti dei civici di Via Porro: 5, 7, 6, 6A, 8 e 10 dovranno accedere da Via Capello; I residenti dei civici di Via Porro: 9, 11, 12, 14, 16 accederanno da Via Fillak lato di Certosa. L’orario e il giorno previsto per ogni accesso è dettagliato nel calendario degli accessi.

Le persone saranno identificate dal Comune di Genova e successivamente al momento dell’accesso verranno accompagnati presso l’Unità di Crisi Locale (UCL) dei Vigili del Fuoco, il quale provvederà a registrare l’accesso delle persone e a mettere a disposizione la squadra di supporto.

La durata del singolo accesso, al fine di limitare l’esposizione delle persone al rischio, è stata definita in un tempo massimo di 2 ore totali.

Si raccomanda di presentarsi presso i due punti di accoglienza con circa 30 minuti di anticipo rispetto all’orario indicato nel calendario degli accessi.

Il Comune fornirà per ogni nucleo familiare 50 scatoloni per traslochi di cartone di tre differenti misure, nonché pennarelli per scrivere il numero civico dell’appartamento e nastro da pacchi.

La programmazione del calendario potrà subire delle variazioni legate a eventuali condizioni meteorologiche avverse che potrebbero causare anche l’interruzione dell’attività di recupero.

I beni recuperati saranno trasportati con furgoni tipo “Ducato” presso i magazzini del BIC/FILSE di Via Greto di Cornigliano 6r, dove saranno presi in carico dal Comune di Genova, o direttamente dai legittimi proprietari. In ogni caso, i beni ivi depositati dovranno essere recuperati entro i successivi 10 gg., al fine di poter riutilizzare lo spazio per i successivi recuperi.