Ponte Morandi, tecnico che denunciò la presenza di amianto rimosso dal suo incarico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Marzo 2019 10:41 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2019 10:41
Ponte Morandi, amianto nel pilone: tecnico che denunciò rimosso

Ponte Morandi, tecnico che denunciò la presenza di amianto rimosso dal suo incarico

ROMA – Aveva denunciato la presenza di amianto tra i detriti del ponte Morandi di Genova lo scorso 15 settembre in una relazione. Tre giorni dopo Maurizio Massardo, il tecnico di Spea, società controllata da Autostrade e delegata al monitoraggio della rete autostradale, è stato rimosso dal suo incarico. 

Giuseppe Filetto su Repubblica scrive che della segnalazione di Massardo non se ne fece nulla. Lui e il collega Maurizio Morbioli erano stati interrogati dai finanzieri come persone informate dei fatti dato che i tecnici di Spea in passato si erano occupati del monitoraggio del ponte crollato nell’agosto 2018. La vicenda della segnalazione, scrive Repubblica, riemerge proprio in questi giorni in cui Arpal e Asl hanno rilanciato il rischio di nube di polvere contenete amianto sulla demolizione con esplosivi del ponte.

Secondo gli ultimi rilievi, riporta Repubblica, l’amianto è stato trovato nei carotaggi fatti sul cemento della pila 8, proprio quella che dovrebbe essere abbattuta con microcariche. Per questo motivo i tecnici hanno richiesto un piano del rischio e di contenimento delle fibre di amianto dettagliato e la demolizione fissata per il 9 marzo è stata rinviata. Filetto sottolinea di essere venuto in possesso di documenti relativi alla relazione stilata da Massardo il 17 settembre 2018: 

“Il coordinatore della sicurezza, Massardo, chiese dei monitoraggi. Operazioni che però avrebbero comportato una sospensione dei lavori o ritardi. La risposta, scritta da uno dei consulenti della Procura, l’ingegnere Renato Buratti: “…L’improvvisa comparsa dei manufatti in amianto nell’area del cantiere appare anomala sia per i luoghi, sia per i tempi del ritrovamento. Verifiche sui rilievi effettuati periodicamente sul cantiere sembrano indicare che detti manufatti non fossero presenti nei luoghi di ritrovamento nei giorni precedenti al ritrovamento stesso”. E ancora: “Riteniamo opportuno rilevare l’importanza di prendere i provvedimenti necessari ai fini della sicurezza, ma comunque atti a consentire il regolare andamento dei lavori… Si evidenzia l’assoluta necessità di completare in tempo le operazioni di repertazione e classificazione dei detriti… e che, nel caso di sospensioni ingiustificate dei lavori, potrebbero costituire materia di contenzioso…”.

Il 18 settembre, comunque, Attilio Businelli, direttore dell’Uopsal della Asl, Riccardo Sartori responsabile del dipartimento genovese di Arpal, Amalia Tedeschi vice comandante dei vigili del fuoco, l’ingegnere Chiara Tartaglia per il Comune di Genova e un altro dipendente di Spea, Sebastiano Frisardi, si riuniscono nella sede dell’agenzia per l’ambiente a Sampiedarena, “al fine di analizzare le problematiche… relativamente alla possibile esposizione amianto dei lavoratori”. Tre giorni dopo, però, Massardo comunica al procuratore capo Francesco Cozzi, ai suoi consulenti Buratti e Pier Giorgio Malerba, a Businelli ed a Sartori: “… Che il giorno 18 corrente mese sono stato revocato dall’incarico di Cse…”. Al suo posto Autostrade nomina un architetto esterno, un libero professionista, Elio Marino”.

Fonte Repubblica