Ponte Morandi, un tunnel come progetto alternativo per salvare le case

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 agosto 2018 10:05 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 10:05
Ponte Morandi, un tunnel come progetto alternativo per salvare le case

Ponte Morandi, un tunnel come progetto alternativo per salvare le case

ROMA – Esiste un’alternativa alla costruzione di un nuovo ponte per sostituire il Morandi crollato e restituire a Genova in tempi brevi l’imprescindibile infrastruttura viaria di cui ha bisogno? [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sì, un’alternativa c’è: un tunnel, un passaggio sotterraneo che impedisca di abbattere gli edifici compresi nella zona rossa interessata dal crollo.

A una “talpa” super tecnologica sarebbe affidato lo scavo di tre trafori paralleli, treni, auto e camion, scavo che dovrebbe essere lungo dai tre a i 15 km.

L’ipotesi è dell’architetto Sandro Maccallini, 70 anni, il progettista di interventi a Roma come  l’Arteria pensile lungo il Tevere e la “Sistemazione e il riuso del sito archeologico della Basilica di Costantino”. Sotto terra, sotto traccia, un’opera non invasiva per la popolazione, anche perché un altro ponte continuerebbe a gravare sulle teste degli abitanti.

Maccallini, che ha illustrato il progetto al Corriere della Sera, si premura di non far polemica con Renzo Piano, il quale ha già offerto alla città il disegno di un nuovo ponte, per: “Troppo accademico e anacronistico perché con qualsiasi forma, più o meno bella, rimarrà sempre un “ponte” che continuerà ad incombere sulle teste, sulle case e sulle vite dei genovesi”.

Il tunnel avrebbe il vantaggio di essere ecologicamente sostenibile: “Sarebbe invece immediatamente cantierabile non interferendo con la circolazione e la vita di superficie. Eliminerebbe i rischi legati a pioggia, ghiaccio e vento riducendo il numero degli incidenti. Risparmi anche sui costi di manutenzione della struttura con impatto zero sul fronte dell’inquinamento acustico e atmosferico. Insomma, un nuovo modello di città con una vivibilità a misura d’uomo distinta dalla città dei commerci marittimi e dell’industria”.