Ponte Morandi, Usb vigili del fuoco: “Pacche sulle spalle non servono. A queste condizioni è a rischio il soccorso”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2018 9:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2018 9:27
Ponte Morandi, Usb vigili del fuoco: "Pacche sulle spalle non servono. A queste condizioni è a rischio il soccorso"

Ponte Morandi, Usb vigili del fuoco: “Pacche sulle spalle non servono. A queste condizioni è a rischio il soccorso” (Foto Ansa)

GENOVA –  “A queste condizioni è impossibile andare avanti, è a rischio la qualità del soccorso per tutti i cittadini”: a lanciare l’allarme è il sindacato di base Usb dei vigili del fuoco, che, all’indomani del crollo del ponte Morandi a Genova, ha convocato una conferenza stampa per denunciare i tagli che, negli ultimi anni, hanno colpito il Corpo. L’Usb lancia anche la proposta di creare un ente unico di protezione civile nazionale che coordini vigili del fuoco, pubbliche assistenze e Croce rossa, protezione civile, soccorso alpino.

“Una struttura per le emergenze che eviti gli attuali problemi di competenze e di coordinamento, della quale i vigili del fuoco devono fare parte pienamente, un unico ente che garantisca efficacia e risparmio, ma anche un servizio di qualità al cittadino e agli enti locali”, hanno spiegato i vigili del fuoco al Fatto Quotidiano, denunciando la mancanza di ricambio generazionale: “Non servono a nulla i complimenti o le pacche sulle spalle nei giorni del disastro, vogliamo un sistema di prevenzione e di intervento che riduca le possibilità che eventi di questo genere possano ripetersi: soccorso e prevenzione non possono essere considerati costi da tagliare ma risorse sulle quali investire”.

“Immediatamente dopo il crollo abbiamo pilotato tutte le squadre ma i numeri che abbiamo non possono coprire un intervento di questo tipo – ha spiegato il coordinatore regionale dei vigili del fuoco, Davide Palini – Per garantire i turni sulle 24 ore abbiamo chiamato colleghi dalle regioni vicine che hanno portato anche le autoscale. In pratica abbiamo svuotato le province liguri di mezzi e persone che fanno soccorso ordinario. Per affrontare emergenze simile ci vuole un organico strutturato”.

In Liguria i vigili del fuoco in servizio sul turno delle 24 ore sono 64 a Genova, 35 a Savona, 25 a Imperia e 23 alla Spezia. La media europea del rapporto medio annuale tra vigili del fuoco e popolazione è di un operatore ogni mille abitanti, quando in Liguria è 1 su 13.685 abitanti a Genova, 1 su 9.420 nell’imperiese, uno su 8.339 a La Spezia e uno su 9.637 a Savona. Per questo è stata lanciata una raccolta firme su change.org chiedendo tutto il sostegno dei genovesi.