Ponte Morandi, il video non diffuso del crollo. Procura: “Così escludiamo i mitomani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 agosto 2018 18:39 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2018 18:39
Ponte Morandi, video segreto del crollo: ecco perché Procura non lo diffonde

Ponte Morandi, il video non diffuso del crollo. Procura: “Così escludiamo i mitomani”

GENOVA – Un video del crollo del ponte Morandi a Genova del 14 agosto è nelle mani della Procura, che però ha deciso di non diffonderlo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il filmato è stato ripreso dalla telecamera fissa di un’azienda in corso Perrone e riprende chiaramente il momento del crollo. Il motivo della scelta di non divulgazione è stato spiegato dal procuratore Francesco Cozzi: “Non possiamo influenzare i testimoni oculari e così possiamo anche escludere le testimonianze dei mitomani”.

Gli investigatori hanno esaminato le immagini e lavorano anche per indagare sul black out che ha interrotto le riprese. La mattina del 31 agosto i consulenti della procura Renato Buratti e Piergiorgio Malerba si sono incontrati con il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio e il sostituto Massimo Terrile e hanno iniziato a prendere visione delle decine di migliaia di pagine dei documenti acquisiti in questi giorni dalla guardia di finanza. Tutto il materiale, in questi giorni, viene scannerizzato e catalogato per formare un unico fascicolo telematico.

Parlando della scelta di non diffondere il video, Cozzi ha spiegato: “Le immagini non le possiamo divulgare per motivi investigativi. Se i vari testimoni oculari che stiamo sentendo le vedessero rischierebbero di raccontarci una versione inquinata di come sono andate esattamente le cose. E così ci permette anche di escludere mitomani che possano inventarsi le cose”.

La procura di Genova ha poi chiesto aiuto al ministero della Giustizia per avere altri magistrati. Da mesi, all’organico del nono piano del palazzo di giustizia mancano cinque sostituti procuratori. E, dopo il crollo di ponte Morandi, due pm dovranno affrontare una indagine che si prefigura lunga e molto tecnica. Per questo il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha predisposto una lettera da inviare al ministero per chiedere l’applicazione di almeno altri due magistrati per potere sopperire in parte alla carenza di organico.