Pontida, le pizze Sea Watch e Aquarius alla festa della Lega

di alberto francavilla
Pubblicato il 17 Agosto 2019 8:28 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2019 8:28
Pontida, spuntano le pizze Sea Watch e Aquarius alla festa raduno della Lega

Pontida, le pizze Sea Watch e Aquarius alla festa della Lega (foto Facebook)

ROMA – Ironia alla leghista: alla festa della Lega di Pontida, storica sede bergamasca dei raduni del Carroccio sul pratone, sono in vendita due pizze battezzate Sea Watch e Aquarius, come le navi delle ong impegnate nel salvataggio dei profughi nel Mediterraneo.

Pontida: tutte le pizze con nomi evocativi.

Tra le pizze, accanto alle tradizionali, ci sono anche quella “del Capitano”, la “Flat Tax”, le nostalgiche “Umberto” e “Va’ pensiero” e pure una “Ladrona”. Smorzano i toni i leghisti, che parlano di semplice goliardata, come la maglietta verde tradizionale con l’Alberto da Giussano e la scritta in cirillico.

“Sono scelte loro, in linea con il tono goliardico della festa: mi sembra eccessivo fare polemica sui nomi delle pizze”, ha commentato il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti. E il sindaco di Pontida, l’ex parlamentare Pierguido Vanalli, rammenta che “ogni anno si sceglie qualche argomento di attualità per riderci sopra”.

Sea Watch: la sfida tra il Capitano Salvini e la Capitana Carola.

Eppure, soprattutto la Sea Watch ha causato un lungo braccio di ferro tra il ministro dell’Interno (e leader della Lega) Matteo Salvini e la comandante della nave, la tedesca Carola Rackete (subito ribattezzata la Capitana in contrapposizione al Capitano Salvini).

La Sea Watch, carica di migranti recuperati nel Mar Mediterraneo tra la Libia e l’Italia, aveva sfidato il governo italiano che impediva lo sbarco a Lampedusa. Carola, con una manovra spregiudicata, forzò il blocco delle autorità italiane (speronando anche una motovedetta della Guardia di Finanza) e approdò sull’isola siciliana. 

Quella tra Carola e Salvini fu anche una battaglia mediatica, con il ministro che minacciò l’espulsione immediata della ragazza tedesca e lei che si sottopose al giudizio delle autorità italiane. Il risultato? Continui attacchi a mezzo stampa e a mezzo social contro la Capitana, rea di non aver rispettato le leggi italiane, ma lei se ne tornò traquillamente in Germania.