Ponza/ Sequestrati nove pontili su dieci dalla Procura di Latina: inferociti titolari e commercianti. Ma il sindaco assicura che cercherà di fare revocare il provvedimento

Pubblicato il 12 giugno 2009 13:39 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2009 14:37

Sequestrati dalla procura della Repubblica di Latina nove dei dieci pontili di Ponza (quelli che permettono l’attracco delle barche da diporto).

I carabinieri si sono presentati ai titolari dei pontili galleggianti per notificare l’ordinanza della Procura e per impedire, con cartelli e nastri biancorossi, ogni attività.

Un bel guaio per turisti, titolari, commercianti e non solo: l’isola è una meta di vacanza molto gettonata. Senza contare che il provvedimento arriva alla vigilia di una gara nazionale di pesca d’altura.

Il sequestro è avvenuto per permettere il riposizionamento dei cosiddetti “corpi morti”: blocchi di cemento che servono per tenere ancorati i pontili e ormeggiare le imbarcazioni.

Ma sull’isola è scoppiata la rivolta. «Se la gente non può approdare, non viene a Ponza ma se ne va da qualche altra parte», gridavano gli operatori turistici e esercenti, inferociti e riuniti sotto le finestre del sindaco Pompeo Porzio. Ad accrescere la rabbia dei contestatori, la consapevolezza che gli accertamenti sui “corpi morti” erano in corso da oltre più di un anno.

La scelta di avviare il provvedimento a inizio stagione appare troppo penalizzante. «Perché non farlo a maggio – chiedono i titolari – quando i pontili sono stati posizionati (a fine stagione vengono smontati)? A quest’ora sarebbe stato tutto risolto senza gravi danni alle attività».

Anche la motivazione del danno ambientale, dicono da Ponza, sembra fragile. «I blocchi stanno lì da più di vent’anni – fanno notare gli operatori – e sono ormai insabbiati e integrati con i fondali».

Il sindaco Porzio ha assicurato che chiederà alla Procura la revoca del provvedimento. D’altronde gli stessi pescherecci, i traghetti e gli aliscafi utilizzano per l’ormeggio corpi morti disseminati sui fondali del porto e della rada antistante. Se queste imbarcazioni possono attraccare, chiede il primo cittadino, perché lo stesso non dovrebbe valere per quelle da diporto?

Intanto, però, molte imbarcazioni hanno lasciato l’isola.