Portogruaro, timbrava il cartellino e usciva: il giudice lo assolve. “Non era truffa, ma protesta”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2018 1:11 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018 1:15
Portogruaro, timbrava il cartellino e usciva: il giudice lo assolve. "Non era truffa, ma protesta"

Portogruaro, timbrava il cartellino e usciva: il giudice lo assolve. “Non era truffa, ma protesta”

VENEZIA – Timbrava il cartellino in ufficio e se ne tornava a casa. Ma i giudici della Corte d’Appello di Venezia gli hanno dato ragione: a loro giudizio non era una truffa ma uno sciopero. L’uomo, 65 anni, addetto al servizio accoglienza del Museo Concordiense di Portogruaro (Venezia) lo faceva per protesta per essere stato a suo dire demansionato dal ruolo di vigilante.  

Per 14 giorni, come riporta il Gazzettino, tra l’agosto e il novembre 2006 l’uomo ha timbrato il cartellino al mattino per poi uscire. Stesso copione al pomeriggio: il dipendente ha strisciato e ha ripreso la via di casa.

Secondo i giudici la truffa non sussiste perché l’uomo aveva annunciato con largo anticipo la volontà di agire in questo modo come forma di protesta, inviando una lettera in cui spiegava le sue ragioni. Missiva che è stata regolarmente protocollata e che secondo la Corte avrebbe dato modo ai suoi superiori di organizzarsi e di lavorare come se lui fosse in ferie.

La sentenza d’appello ribalta quella del Tribunale di Venezia che aveva condannato un anno fa Orlando a 7 mesi e 10 giorni di reclusione e a 350 euro di multa. Per i giudici di secondo grado “l’aver preannunciato con una lettera formale il comportamento contrario agli obblighi impone di ritenere che l’artifizio ideato era totalmente privato della sua attitudine ingannatoria”.