Positivi al Covid in fuga dalla Campania per farsi curare negli ospedali del Lazio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2020 8:19 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2020 8:19
La bimba di 9 mesi ha la Sma 1. L'appello dei genitori: "Serve farmaco milionario"

La bimba di 9 mesi ha la Sma 1. L’appello dei genitori: “Serve farmaco milionario” (foto Ansa)

In fuga dalla Campania, che è zona rossa, per farsi curare nel Lazio, zona gialla.  Positivi al Covid ma non solo, c’è anche chi ha solo un mal di pancia o poco più.

In solo 20 giorni ben 200 pazienti che dalla Campania sono arrivati in nel Lazio. La Asl di Latina che segnala il caso all’autorità giudiziaria. Il Messaggero racconta oggi in un articolo firmato da Lorenzo De Cicco che alla questura di Latina c’è un elenco con i primi 27 nomi di cittadini di Napoli o Caserta che hanno attraversato il confine per andare a farsi curare in un ospedale del Sud Pontino. 

 A volte sono casi di tosse o di poca febbre e mal di pancia. Ma una persona proveniente da Caserta per esempio, è morta per Covid-19 a Cassino. Spostamenti che sono iniziati quando la Campania era ancora zona gialla me che sono proseguiti anche ora che è rossa. 

“L’effetto zona rossa è durato poco”, racconta Giorgio Casati, il direttore generale dell’Asl di Latina, il primo a lanciare l’allarme su quello che il Messaggero chiama “pendolarismo sanitario”. Pendolarismo pericoloso, perché rischia di saturare un sistema sanitario, quello del Lazio, che ancora tiene, moltiplicando i posti letto ogni settimana.

“Il 13 e 14 novembre – spiega Casati – il numero di accessi da fuori regione era calato, anche perché la notizia di questi spostamenti anormali ha iniziato a circolare. Ma già dal 15 i dati sono tornati a crescere, soprattutto all’ospedale di Formia”.

Ma cosa dice il Dpcm?

Gli spostamenti per ragioni di salute permessi dal Dpcm giustificano il fenomeno? No, perché non si può passare da zona rossa a zona gialla. Inoltre le comprovate esigenze di salute si possono risolvere in qualsiasi ospedale, non c’è bisogno di cambiare regione. Ma c’è chi ne approfitta, racconta ancora Giorgio Casati. Per scansare gli ospedali di Napoli o di Caserta “c’è chi arriva qui anche solo con un mal di pancia o con un po’ di tosse, molti non hanno nemmeno il Covid”, conclude Casati. Difatti nove volte su dieci i pazienti vengono rimandati a casa, senza un ricovero. (Fonte Il Messaggero).