Caritas: Poveri in aumento. Accusa ai Comuni: sprecati soldi degli aiuti

Pubblicato il 16 ottobre 2011 19:51 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2011 22:27

ROMA – Il numero di poveri in Italia è aumentato del 7 per cento dal 2010. Le famiglie numerose, monogenitoriali e del sud sono le più colpite. Altro profilo che emerge dai dati Caritas sono i giovani sotto i 35 anni. Oggi costituiscono il 20 per cento dei “nuovi” poveri. Un numero allarmante che è aumentato del 59,6 per cento in 5 anni. Di questi il 76,1 per cento non studia, né lavora.

Il rapporto del 2011 elaborato dalla Caritas e dalla Fondazione Zancan è  “Poveri di diritti”  e descrive una situazione italiana preoccupante. Il paese non è in grado di trovare una soluzione efficace alla povertà, con numeri in costante aumento in tempo di crisi economica. I poveri nel 2009 erano 7,8 milioni di italiani, mentre nel 2010 il numero è salito a 8,3 milioni. Le famiglie che versano in condizioni di povertà sono dunque 2,73 milioni.

Il problema non risiederebbe nelle risorse, secondo gli istituti che hanno elaborato il rapporto, ma nei cattivi investimenti di quelle disponibili. Errori nella gestione della spesa sociale sono da imputare ai comuni. Altra piaga è la negazione dei diritti. Secondo il rapporto la povertà non è rappresentata solo dalla deprivazione economica legata negazione del diritto al lavoro, alla famiglia e all’abitazione. Anche la negazione di giustizia, educazione e salute sono incluse nella condizione di povertà.