Pozzuoli, famiglia morta nella Solfatara: ascoltato dai pm il figlioletto sopravvissuto

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 settembre 2017 19:58 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2017 19:58
Pozzuoli, famiglia morta nella Solfatara: ascoltato dai pm il figlioletto sopravvissuto

Pozzuoli, famiglia morta nella Solfatara: ascoltato dai pm il figlioletto sopravvissuto (Foto Ansa)

POZZUOLI (NAPOLI) – Alessio, il bimbo di 7 anni che martedì 12 settembre ha assistito alla morte dei genitori e del fratello di 11 anni precipitati in una bocca della Solfatare di Pozzuoli,  è stato ascoltato dagli inquirenti che indagano per accertare eventuali responsabilità nella tragedia.

Il bimbo, ascoltato una prima volta dal pubblici ministeri nelle ore immediatamente successive alla morte dei familiari, è stato risentito con l’assistenza di uno psicologo. Alessio non conosce ancora la verità. Prima di ripartire con gli zii e la nonna, uno dei parenti si assumerà il difficile compito di parlargli.

In questi due giorni il piccolo è stato seguito dagli assistenti sociali del Comune di Pozzuoli e da due psicologi, ai quali ha chiesto spesso notizie dei genitori e del fratello, chiedendo di incontrarli. Giovedì mattina si sono svolti nuovi sopralluoghi nel cratere: si sta cercando di verificare la posizione esatta del crepaccio in cui sono caduti i tre componenti della famiglia Carrer, la messa in sicurezza dell’area e le indicazioni di pericolo presenti in zona.

Si va completando anche la raccolta delle testimonianze: le prime erano state acquisite dalla polizia sul luogo del disastro; ora vengono ascoltate altri testimoni a conoscenza delle modalità con cui si svolgeva l’attività all’interno del vulcano che, in maniera diretta o indiretta, possano fornire ulteriori indicazioni.

La famiglia Carrer viene assistita da un legale di fiducia che ha già preso contatto con i magistrati e sta seguendo l’evolversi dell’inchiesta. Gli inquirenti, che hanno acquisito documenti presso la struttura, intendono accertare l‘eventuale violazione delle norme di sicurezza a tutela dei lavoratori e dei visitatori del sito e stanno verificando se vi fossero indicazioni sulle zone a rischio del sito.

I pm nomineranno alcuni consulenti tecnici, tra cui un geologo e il medico legale che dovrà eseguire le autopiste. Solo all’atto del conferimento dell’incarico potrebbero essere emessi avvisi di garanzia, come atto dovuto, nei confronti di indagati.

Il conferimento degli incarichi non è ancora avvenuto in quanto si attende che il Tribunale per i minori del comune di residenza delle vittime (Venezia) nomini un tutore del bambino sopravvissuto al quale notificare l’avviso come persona offesa.

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