Pozzuoli, netturbino investito e ucciso durante una gara clandestina di auto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 dicembre 2018 8:12 | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2018 8:12
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Pozzuoli, netturbino investito e ucciso durante una gara clandestina

NAPOLI – Arrestato per omicidio stradale un 21enne che, gareggiando in auto con avversario un coetaneo, nella notte tra venerdì e sabato ha provocato un incidente costato la vita a un netturbino.

Alla guida della Fiat 500 del nonno e con a bordo la sua ragazza, il 21enne ha ingaggiato una gara con un giovane e durante la corsa, ha investito, uccidendolo all’istante, Alfonso Campochiaro, un netturbino 62enne.

Il netturbino, in motorino, si stava recando al lavoro, come ogni notte, da Napoli a Procida passando per Pozzuoli. E’ stato identificato e denunciato per omicidio stradale in concorso anche la persona che stava gareggiando con il 21enne.

Si tratta di un incensurato, sempre di 21 anni, di Quarto che guidava la Ford Fiesta della madre e che, dopo l’incidente, è tornato sul luogo dell’accaduto ma senza spiegare quanto accaduto.

L’investitore, invece, rimasto sul posto, si era avvicinato ai carabinieri fornendo però una versione di comodo senza fare cenno alla gara.

Analizzando i video dei sistemi di videosorveglianza cittadina i militari hanno ricostruito le fasi precedenti all’impatto avvenuto intorno alle 3,30 di sabato 1 dicembre.

Si vedono la 500 e la Fiesta affiancarsi in una piazza e dare il via a una corsa notturna, svoltare ad alta velocità in stradine strette, inseguirsi cercando di superarsi sul lungomare cittadino, continuare su una salita al culmine della quale il conducente della Fiesta azzarda un sorpasso rischiando di impattare frontalmente una vettura.

Qualche centinaio di metri più avanti, evitato il primo incidente, il 21enne con la ragazza a bordo ha finito per travolgere frontalmente il 62enne ad una velocità che, dai primi rilievi, è stata stimata intorno ai 100 chilometri orari.

Il gip di Napoli ha convalidato l’arresto del 21enne e disposto la sua custodia ai domiciliari mentre l’altro è indagato in stato di libertà per lo stesso reato.