Prato, 4 parà arrestati. Per l’accusa taglieggiavano cittadini cinesi

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2018 21:37 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2018 21:37
Prato, 4 parà arrestati. Per l'accusa taglieggiavano gli autisti cinesi

Prato, 4 parà arrestati. Per l’accusa taglieggiavano gli autisti cinesi (Foto archivio Ansa)

PRATO  –  Quattro paracadutisti del 183° battaglione Nembo di Pistoia, in servizio di pattugliamento nel centro storico di Prato nell’ambito dell’operazione ‘Strade sicure’, sono stati arrestati con l’accusa di aver taglieggiato cittadini cinesi mettendo in piedi finti controlli. 

I quattro parà sono finiti tutti ai domiciliari con l’accusa di concussione. La squadra mobile li ha pedinati e ha scoperto il loro modo di operare: secondo l’accusa, i quattro pretendevano e ottenevano denaro da cittadini cinesi che transitavano con i loro furgoni nella zona industriale del ‘Macrolotto Uno’, all’estrema periferia sud della città.

In una nota lo Stato Maggiore dell’Esercito esprime “profondo sdegno e condanna” per il comportamento dei quattro parà che, se confermato dall’inchiesta, è “inqualificabile per uomini e donne dell’Esercito” e, “confermando la massima collaborazione e trasparenza con gli organi inquirenti”, annuncia di aver già avviato tutte le procedure per l’immediata sospensione dei militari dal servizio”.

Le misure cautelari sono il frutto di un’inchiesta nata da un‘informazione confidenziale arrivata alla Digos di Prato. Alcuni cittadini italiani che lavorano in quella zona avevano sentito raccontare da alcuni colleghi cinesi, nessuno dei quali aveva presentato denuncia alle forze dell’ordine, di episodi di concussione e hanno quindi deciso di informare la polizia. Durante le indagini è emerso che molte delle vittime avevano iniziato a segnalare nelle loro chat la presenza dei militari, al fine di evitare di incrociarli.

I casi contestati dalla procura sono otto, avvenuti tra maggio e luglio, ma non è escluso che le pratiche dei militari fossero state messe in atto già nei mesi e negli anni precedenti. I quattro militari secondo l’accusa avrebbero agito insieme e di comune accordo: ogni volta riuscivano a ottenere dalle vittime somme che andavano da 50 a 100 euro.

Una volta acquisita la segnalazione, la polizia ha messo sotto controllo i telefoni cellulari dei parà con esiti che hanno spinto gli inquirenti a chiederne l’arresto. Gli episodi avvenivano in zone dove non era previsto il pattugliamento dei militari, che per il loro servizio dovrebbero rimanere a presidiare i luoghi sensibili del centro storico di Prato. Circostanza, questa, che fa ritenere che del caso possa occuparsi anche l’autorità giudiziaria militare per reati attinenti allo svolgimento del servizio.