Prato, prete arrestato per spaccio di droga: la comprava con i soldi delle offerte. Il vescovo: “Ignoravamo la sua tossicodipendenza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Settembre 2021 16:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2021 16:56
Prato, prete arrestato per spaccio di droga: la comprava con i soldi delle offerte

Prato, prete arrestato per spaccio di droga: la comprava con i soldi delle offerte FOTO ANSA

Un prete arrestato per spaccio di droga a Prato, droga che, secondo le indagini, avrebbe comprato con i soldi delle offerte ricevute durante le messe domenicali. Il prete è così coinvolto in un’indagine della polizia su feste a base di cocaina e di Gbl, la cosiddetta droga dello stupro. Il parroco, 40 anni, è ora agli arresti domiciliari, come deciso dal gip che ha accolto la richiesta di misura cautelare presentata dalla procura.

Aggiornamento dell’articolo delle ore 16:46.

 Il prete e il giro di spaccio a Prato

Le accuse per il prete sono di spaccio e importazione di sostanze stupefacenti. Il sacerdote da pochi giorni ha lasciato gli incarichi nella parrocchia. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile di Prato, il parroco avrebbe importato dall’estero, nel corso del tempo, quantitativi di Gbl (la droga dello stupro) compresi tra mezzo litro e un litro per volta assieme ad un complice.

Come hanno scoperto il prete e la droga

Proprio grazie all’individuazione dell’attività criminale di quest’ultimo e al suo arresto avvenuto a fine agosto per importazione di droga dall’Olanda, gli inquirenti hanno scoperto il coinvolgimento del sacerdote. Secondo la polizia la droga sarebbe stata pagata con le offerte dei parrocchiani e destinata a persone contattate tramite siti di incontri sessuali. 

Il vescovo: “Ignoravamo la sua tossicodipendenza”

“Dolore e sgomento”. Il vescovo di Prato Giovanni Nerbini esprime così il suo stato d’animo alla notizia dell’arresto dell’ex parroco. 

“Sono notizie che un padre e Pastore non vorrebbe mai avere – afferma monsignor Nerbini – e che colpiscono l’intera diocesi. In questo momento voglio farmi vicino particolarmente alla comunità parrocchiale della Castellina, condividendone la sofferenza e il disagio”.

La diocesi informa che il vescovo era da tempo a conoscenza di un forte stato di sofferenza fisica e psicologica del sacerdote. “Nessuno però – spiega Nerbini – avrebbe mai potuto immaginare che avesse problemi di tossicodipendenza. Per molto tempo era rimasto un disagio personale”.

Ad aprile, messo alle strette, il prete ha rivelato la causa della sofferenza: l’uso stabile di droghe. È a quel punto che il vescovo gli ha imposto un cammino di riabilitazione psicoterapeutica con uno specialista.

“Quando – continua Nerbini – abbiamo avuto notizia di movimenti sospetti sui conti della parrocchia, ho provveduto a ritirare il potere di firma esclusiva del parroco, per poter così procedere ad una verifica della situazione”.

Nerbini chiese subito conto al parroco di quelle operazioni bancarie: “Ogni volta mi veniva spiegato che si trattava di aiuti per persone bisognose della parrocchia”.

Nel giugno scorso il vescovo ha comunicato al sacerdote che lo avrebbe sollevato dalla parrocchia, in modo da potersi dedicare completamente alle cure: il provvedimento è divenuto operativo dal primo di settembre. Sono state, infine, le indagini della magistratura, di cui il vescovo “ha piena fiducia”, a dar conto degli esatti contorni della vicenda e delle contestazioni riguardanti lo spaccio di droga.