Prato, se ne va di casa il marito della 31enne che ha avuto un figlio da un 15enne

di Daniela Lauria
Pubblicato il 9 aprile 2019 12:29 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2019 12:29
Prato, se ne va di casa il marito della 31enne che ha avuto un figlio da un 15enne

Prato, se ne va di casa il marito della 31enne che ha avuto un figlio da un 15enne

FIRENZE – Se ne è andato di casa il marito della 31enne di Prato che ha avuto un figlio da un ragazzino di 15 anni, al quale impartiva ripetizioni di inglese. “Moglie e marito – hanno spiegato gli avvocati della donna – hanno deciso di vivere momentaneamente separati per permettere alla signora di iniziare un processo interiore di riflessione e di affrontare nel miglior modo quello che sarà il percorso terapeutico” da uno psichiatra “che il tribunale ci consentirà di poter seguire”.

L’infermiera che ora si trova agli arresti domiciliari, è indagata per violenza sessuale con minore. Gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, hanno chiesto la revoca della misura cautelare proprio per consentire alla loro assistita di intraprendere un percorso di cura presso uno psichiatra oltre che per la necessità di accudire il figlio nato dalla relazione con il 15enne.

I difensori ne hanno parlato a margine dell’udienza presso il Tribunale del Riesame di Firenze. “Su parere di esperti – hanno aggiunto gli avvocati – è stata consigliata una separazione momentanea che dia alla donna la possibilità di riflettere e di vivere con più tranquillità queste fasi”. Riguardo al marito, precisano, “egli sostiene la moglie perché c’è amore, sentimento e quant’altro, ma nello stesso tempo disapprova quanto emerge dalla realtà processuale, anche per questo quindi è consigliabile una separazione momentanea”.

Gli avvocati hanno anche riferito di aver consegnato ai giudici una lista già pronta di appuntamenti dallo psichiatra. Al termine dell’udienza, durata due ore, i giudici si sono riservati sulla decisione. Entro cinque giorni dovranno stabilire se la donna potrà tornare in libertà. La misura era stata disposta, secondo il giudice Scarlatti, per il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato da parte della donna.

I legali della donna però assicurano che “non risultano contatti con il 15enne da quando la nostra assistita è a conoscenza di essere indagata. Ne ci risultano contatti con altri soggetti di età sensibile”. Uno dei motivi cautelari, hanno ricordato, era la possibilità di contatti sia con il ragazzo divenuto padre l’estate scorsa, sia eventualmente con altri minori. Sempre rispondendo ai giornalisti i difensori hanno precisato che risulterebbero visite in internet, da parte della stessa indagata “a tre siti pornografici, ma non pedopornografici, e nei disclamer di quei tre siti è indicato che gli attori sono tutti maggiorenni”. (Fonte: Ansa)