Prato, lo sfogo del 15enne con la maestra di karate: “Mi diceva che si sarebbe ammazzata”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 28 marzo 2019 14:18 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2019 14:18
Prato, lo sfogo del 15enne con la maestra di karate: "Mi diceva che si sarebbe ammazzata"

Prato, lo sfogo del 15enne con la maestra di karate: “Mi diceva che si sarebbe ammazzata”

PRATO – “Mi diceva che si sarebbe ammazzata“. Così il 15enne di Prato che ha avuto un figlio dalla sua insegnante di ripetizioni si sarebbe sfogato con la maestra di karate in palestra. La donna è ora agli arresti domiciliari per violenza sessuale su minori, mentre il teenager vive giorni difficili. “Mi ha rovinato la vita e la carriera di atleta”, avrebbe detto lui in un pianto liberatorio.

Secondo quanto riferito dal procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi la donna avrebbe minacciato il ragazzo che non voleva più avere rapporti: in particolare gli avrebbe più volte detto, con messaggi su Whatsapp, che se interrompeva la relazione, lei si sarebbe tolta la vita o avrebbe portato il loro figlio nella palestra che frequenta il ragazzino. Minacce che Il Corriere della Sera riporta testualmente: “Sono stanca va a finire che mi ammazzo“, “Mi sa che stavolta prendo coraggio devo solo trovare un modo quasi indolore, la vita non ha mai fatto per me, da quando ti amo più che mai, però ecco, ci tengo a rivederti”. La stessa sera afferma di aver trovato la soluzione: “Mi sparo aria in vena“.

Nelle 33 pagine dell’ordinanza di arresto si ripercorrono molti aspetti, alcuni spaventosi, della vicenda. Come la “prima volta” tra la prof e il minorenne. Particolari che il 28 febbraio scorso l’adolescente si decide a raccontare proprio all’insegnante di karate in palestra. La donna gli dava ripetizioni d’inglese, in accordo con i genitori, pur non essendo una docente. Durante una di queste lezioni lui aveva un forte mal di testa e per questo si sarebbe sdraiato sul suo letto. La donna, a quel punto, secondo il racconto, ne avrebbe abusato. “Non sapevo” cosa stesse accadendo “perché era la prima volta”, ha detto.

Secondo la procura questo episodio è databile a un periodo in cui il ragazzo aveva 13 anni. Nell’ordinanza il giudice dice che in fase di interrogatorio, la donna ha negato di aver avuto rapporti sessuali con il minore fino al compimento del suo quattordicesimo anno di età, “in quanto cosciente della disposizione di legge in materia”. Altri rapporti, chiarisce l’ordinanza tramite migliaia di messaggi Whatsapp acquisiti, sarebbero poi seguiti sia in casa dell’adolescente che in quella della donna: “Per me sei la malattia ma anche la cura”, gli scriveva lei quando il rapporto era ormai incrinato. Il ragazzo sarebbe venuto a sapere di essere padre del bambino nel dicembre 2017: la donna glielo avrebbe rivelato quando era incinta di pochi mesi.

Inoltre in più occasioni lei avrebbe rivelato in palestra “di aver avuto il secondo bambino da una relazione extraconiugale”, e che il padre era “un iscritto a quella palestra”. 

Fonte: Corriere della Sera