Precari/ La Corte Costituzionale boccia la norma anti-precari perché in contrasto con il principio di uguaglianza

Pubblicato il 7 Luglio 2009 11:41 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2009 11:53

La Corte Costituzionale pone un freno alla norma anti-precari giudicandola non conforme alla Carta perché contraria al principio di uguaglianza e si avvia a bocciala.

La norma era stata adottata con la manovra dell’agosto 2008, per contrastare la richiesta di numerosi lavoratori a termine delle Poste che si erano rivolti al giudice per ottenere il tanto sudato contratto a tempo indeterminato.Ma già dalla sua prima applicazione la norma aveva suscitato numerose perplessità circa la sua compatibilità con la Costituzione italiana.

La decisione è stata presa dalla Consulta in un delle ultime camere di consiglio e nei prossimi giorni saranno rese pubbliche anche le motivazioni. Bocciato dunque l’art. 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001 introdotto dal decreto fiscale della scorsa estate.


Secondo la Corte Costituzionale la norma anti-precari è illegittima perché in contrasto con l’articolo 3 della Carta. Essa prevede infatti che nel caso in cui si verifichi una violazione della legge in materia di contratto si debba applicare un trattamento diverso per i lavoratori che hanno fatto causa prima o dopo il 22 agosto del 2008.

A chi infatti ha un giudizio pendente a quella data spetterebbe solo un indennizzo di minimo 2,5 massimo sei mensilità dell’ultima busta paga, ma non il contratto a tempo indeterminato. Il diritto all’assunzione non viene toccato invece a chi ha deciso di fare causa dopo il 22 agosto.

Per il segretario generale della Slc Cgil, Emilio Miceli la decisione della Corte Costituzionale è «giusta e doverosa».

Il segretario dell’Idv, Antonio Di Pietro, sostiene che la decisione della Corte sia una buona notizia e accusa il governo di continuare a calpestare i principi e i diritti contenuti nella Costituzione.