Precedenza a chi parla il friulano nella scuola e nel pubblico impiego

di Andrea Pala*
Pubblicato il 24 Marzo 2010 12:13 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 12:13

Il Friuli è da tempo impegnato in una battaglia per la valorizzazione e la diffusione del marilenghe, la lingua friulana. In quanto regione a statuto speciale, ha costituito il Comitato per l’autonomia, organismo che ha avuto il compito di stabilire come tutelare la parlata locale, ai sensi della legge 482 del 1999, che ha riconosciuto le lingue e tradizioni culturali che devono essere tutelate dalla Repubblica.

Il presidente della Regione Friuli Renzo Tondo

L’organismo è presieduto da Gianfranco D’Aronco, docente di tradizioni popolari e filologia romanza a Padova e Trieste, esperto di lingua friulana e in passato impegnato nel movimento autonomistico regionale.

Per il Comitato il friulano può essere tutelato in diversi modi. È necessario che i posti vacanti all’interno della scuola vengano assegnati a chi conosce la lingua e la cultura friulana. Anche nella pubblica amministrazione si dovrebbe dare precedenza ai friulanofoni. E i cittadini dovrebbero avere diritto a carte d’identità in forma bilingue.

Non tutti in Friuli sono d’accordo con le proposte avanzate da questo organismo. «L’assessore alla cultura Molinaro – dichiara Renzo Tondo, presidente della Regione – sta lavorando ad un progetto complessivo sull’insegnamento della marilenghe inserito nel programma di attuazione della legge. Sappiamo che il mondo friulano si aspetta dalla Regione una risposta precisa ed esauriente alle sue istanze su lingua, cultura e scuola. L’avrà, ma nell’ambito del progetto normativo in corso di attuazione. Per il resto, io sono un realista: ascolto le dichiarazioni dei friulanisti, non le proposte demagogiche».

* Scuola di Giornalismo Luiss