Privacy, dal 25 maggio entra in vigore il Regolamento unico Ue. Cosa cambia

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 maggio 2018 13:23 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2018 14:01
Privacy, da domani entra in vigore il Regolamento unico Ue. Cosa cambia

Privacy, da domani entra in vigore il Regolamento unico Ue. Cosa cambia

ROMA – Da oggetti di libero mercato a “proiezione delle persone sulla dimensione digitale”, la cui tutela è un diritto fondamentale. Da domani, 25 maggio, entra in vigore il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE/2016/679), [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  la prima legge unica che sarà valida obbligatoriamente per tutti gli Stati Ue e che fissa le regole ineludibili sulla privacy.

Regole che si applicano non solo a cittadini, imprese e amministrazioni europee, ma anche a tutti coloro che anche fuori dal vecchio continente operano sui dati dei cittadini comunitari perché “nella società digitale proteggere i dati vuol dire proteggere le nostre persone quindi è un cambiamento di paradigma forte che impegna tutti”, spiega il Garante italiano Antonello Soro.

Soro, che a Bologna ha incontrato i responsabili della protezione dati, una nuova figura nata propria come effetto del regolamento, ha detto: “Il nuovo responsabile è una figura professionale nuova voluta esplicitamente dalla norma europea che sarà l’interfaccia principale tra i padroni dei dati che siamo noi e le autorità di garanzia. I datori di lavoro dovranno scegliere un professionista competente che sia in grado di assicurare con grande indipendenza che i processi organizzativi interni siano adeguati a rispettare le nuove norme”.

Come fare | Cosa cambia

Cosa cambierà concretamente in Europa? Cosa si dovrà fare per rispettare la nuova normativa? Quali sono le sanzioni, pesanti, a cui si potrà andare incontro? Ecco i punti cruciali:

  • Informativa sulla privacy e regole per il consenso più chiare. Le aziende non solo devono ottenere il consenso dei propri clienti per utilizzare i dati, ma devono anche spiegare esattamente come verranno trattati. Si dovrà distinguere se lo scopo del trattamento è il marketing, la profilazione, la geolocalizzazione o altro. Ogni finalità implica una casella a parte da spuntare, cioè un consenso scritto e informato per ciascun punto. Non è più possibile ottenere il consenso generale a un trattamento per diversi scopi, con una singola firma, come in passato.
  • Linguaggio semplice e chiaro: il regolamento prescrive espressamente che le informative siano redatte in un linguaggio chiaro, senza legalismi e vocaboli tecnici incomprensibili. Anche le dimensioni del carattere scelto non possono essere eccessivamente piccole.
  • Il diritto a conoscere i propri dati: i consumatori dovranno avere la possibilità di contattare l’azienda interessata e ottenere i dettagli sui dati in loro possesso (cosa, dove, come vengono elaborati, ecc.). Le aziende sono tenute a rispondere entro 30 giorni con lo stesso mezzo attraverso il quale sono stati contattati.
  • Diritto di recesso e diritto all’oblio: è possibile richiedere in ogni momento la cancellazione o l’uso limitato dei propri dati. Anche il diritto all’oblio è stato esteso: è garantita la possibilità di chiedere la cancellazione da notizie e motori di ricerca, se il messaggio non è di pubblica utilità oppure alla persona è stato permesso a seguito di una sentenza.
  • I dati ora hanno una data di scadenza: ogni scheda informativa deve impostare un tempo massimo di elaborazione dei dati dopo il quale non possono più essere elaborati.
  • Più protezione per i minori:e, è necessario il consenso dei genitori, soprattutto per i minori di 16 anni, anche quando si tratta di Internet e social media.

Cosa rischiano le aziende?

Il Gdpr è un regolamento europeo e in quanto tale è direttamente applicabile in tutti gli stati membri. In caso di violazione del regolamento, il Garante può imporre un’ammenda che può essere molto elevata.

Cosa fare con i dati finora raccolti e le autorizzazioni ottenute?

Il consenso al trattamento dei dati concesso fino all’entrata in vigore del regolamento resta valido. Tuttavia, un’eventuale nuova elaborazione oppure la richiesta di un trattamento più ampio, richiederà il consenso alle nuove condizioni del Regolamento.

Sul sito del Garante italiano della privacy c’è una sezione dedicata alla normativa.

Di seguito lo spot trasmesso sulle reti Rai:

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