Processo Bossetti, scontro pm-legale su tv e video tarocco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2015 13:59 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2015 13:59
Processo Bossetti, scontro pm-legale su tv e video tarocco

Un frame del video considerato tarocco del furgone di Bossetti

BERGAMO – “Ma vattene in tv”, “E voi consegnate il video tarocco”. Scontro in aula al processo Yara Gambirasio. Stando a quanto riporta Libero la prima frase è stata pronunciata dal pm Letizia Ruggeri (cioè l’accusa) contro gli avvocati di Massimo Giuseppe Bossetti (unico imputato per il delitto). La risposta è stata di Claudio Salvagni, difensore del carpentiere di Mapello. La Ruggeri ha voluto sottolineare la predisposizione di Salvagni ad andare a parlare nei talk show. Salvagni invece ha ricordato l’episodio del video “tarocco” del furgone di Bossetti dato in pasto ai giornalisti.

Intanto Bossetti ha acconsentito al fatto che i suoi avvocati aderiscano alla sospensione delle udienze proclamata dall’Unione Camere Penali dal 30 novembre al 4 dicembre. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno infatti detto di voler aderire all’agitazione e Bossetti ha prestato il suo necessario consenso. Sono quindi state tolte dal calendario le udienze del 2 e del 4 dicembre. Si proseguirà l’11 dello stesso mese.

Invece i giudici della corte d’assise di Bergamo, richiamandosi all’ordinanza della precedente udienza, hanno disposto che gli accertamenti sulla base dei cosiddetti “dati grezzi” eseguiti dal Ris, siano limitate alle tracce, trovate sugli slip e sui leggings di Yara Gambirasio, che evidenziano la presenza del Dna di ignoto1. La difesa, nel suo quesito, chiedeva che gli approfondimenti riguardassero invece “tutte” le tracce trovate sui due indumenti, anche quelle che avevano dato esito negativo.

Per i difensori di Massimo Bossetti, infatti, anche queste “necessitavano di una spiegazione scientifica”. I giudici, conformemente a quanto avevano deciso nell’udienza scorsa, hanno limitato il campo alle sole tracce che portano all’evidenza il Dna di ignoto1. Nel prosieguo delle indagini, altri laboratori, diversi da quello del Ris, stabilirono che il Dna di ignoto1 apparteneva al muratore di Mapello.