Mills, la difesa prende tempo. Pm: “Berlusconi colpevole senza dubbio”

Pubblicato il 11 Febbraio 2012 18:31 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2012 18:31

MILANO – Una battaglia legale continua nel processo sul caso Mills, che vede imputato Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari. Nella giornata di sabato la difesa dell’ex premier ha chiesto di sentire una lunga lista di testimoni, una sessantina. Secca la risposta del pm Fabio De Pasquale per il quale si tratta di “testi improbabili in giurisdizioni lontane. Nessuno – ha aggiunto il magistrato – può venirci a dire che Silvio Berlusconi per venti anni è stato in Groelandia”. Il tribunale ha rigettato le richieste di sentire altri testimoni.

Subito dopo, però, i legali Ghedini e Longo hanno posto un’altra questione chiedendo al tribunale di indicare gli atti da utilizzare nella discussione considerando che ci sono alcune dichiarazioni di persone non sentite in aula e che andrebbero lette nel processo. “Non ho molto da dire, è una vicenda che mi riposta a 20 anni fa, nei processi di mafia era stato utilizzato questo formalismo di rileggere tutti gli atti in aula”, ha detto De Pasquale. I giudici, dopo una nuova camera di consiglio, hanno bocciato anche questa richiesta

Ma le parole del pubblico ministero, intanto, hanno fatto insorgere i capigruppo Pdl di Camera e Senato: “Non volevamo usare parole grosse, ma vediamo che i pubblici ministeri di Milano del processo Mills usano parole insultanti. Il comportamento loro e del tribunale è quello tipico di un tribunale speciale. Il Csm ci dia un’occhiata”, ha detto Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl. E subito dopo arriva la dichiarazione di Maurizio Gasparri, numero uno dei senatori del partito: “Gli insulti e le allusioni non sono accettabili. Ormai è sempre più evidente la vera ed unica motivazione del processo, colpire ad ogni costo Silvio Berlusconi”.

“Silvio Berlusconi è colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio” ha detto il pm, Fabio De Pasquale, aprendo la sua requisitoria. Il magistrato non è arrivato a formulare la propria richiesta di condanna perchè, prolungandosi la requisitoria, il Collegio giudicante ha deciso di terminarla nella prossima udienza fissata per il 15 febbraio.