Processo Mills, respinta l’istanza di ricusazione dei giudici

Pubblicato il 22 Febbraio 2012 11:35 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2012 15:02

MILANO – La corte d’Appello di Milano ha respinto l’istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills presentata da Silvio Berlusconi.  Con il rigetto dell’istanza di ricusazione dei giudici della decima sezione penale, davanti ai quali si sta celebrando il processo Mills, i giudici della corte d’appello di Milano hanno in sostanza bocciato la tesi sostenuta da Silvio Berlusconi e cioe’ che il collegio avrebbe ”anticipato il giudizio in tema di prescrizione” e avrebbe condotto un’ istruttoria dibattimentale ”a senso unico”, consentendo l’audizione dei soli testimoni indicati dall’accusa, e tagliando invece quelli chiesti dalla difesa.

Una tesi, questa, evidentemente infondata per i giudici della Corte d’ Appello, i quali invece hanno accolto la richiesta dell’ avvocato generale Laura Bertole’ Viale di respingere nel merito la dichiarazione di ricusazione proposta dall’ex premier in quanto non e’ indebita manifestazione del proprio giudizio indicare in udienza che un reato sta per prescriversi.

Con il rigetto dell’istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills proposta da Silvio Berlusconi, il processo in cui l’ex premier e’ imputato di corruzione in atti giudiziari, riprende sabato prossimo. Per quel giorno e’ prevista la conclusione dell’arringa delle difese e la camera di consiglio dei giudici per la sentenza.

”Si esclude la configurabilita’ di una indebita anticipata manifestazione di convincimento da parte dei giudici che possa dar luogo alla ricusazione”. E’ un passaggio delle motivazioni con cui la prima d’appello di Milano oggi ha respinto l’istanza di ricusazione del collegio del processo Mills presentata da Silvio Berlusconi. L’ex premier inoltre e’ stato condannato a pagare 1.500 euro ”a favore della cassa delle ammende”.

I giudici della corte d’appello nel bocciare l’istanza di ricusazione, ritenendo non ci sia stata una ”indebita anticipata manifestazione di convincimento” si riferiscono sia all’ordinanza del collegio del processo Mills dello scorso 26 gennaio sia ad altre precedenti, dalle quali, invece, a parere di Berlusconi, emergeva ”una pacifica anticipazione di giudizio”.    L’ordinanza del 26 gennaio e’ quella nella quale la Decima sezione penale del tribunale presieduta da Francesca Vitale, aveva revocato i testi Livio Gironi, Flavio Briatore e Paolo Marcucci, appellandosi ”al principio costituzionale di ragionevole durata del processo (…) e alla considerazione dell’imminente decorso del termine di prescrizione del reato”.

Per la Corte nessuno di questi provvedimenti e’ stato ”oggetto di rilievi mossi tempestivamente”. In piu’, spiega sempre la Corte d’Appello, ”l’ordinanza in tema di prove non puo’ assumere alcun rilievo sotto il profilo di anticipata manifestazione di convincimento” e non puo’ essere contrastata con una ricusazione ma impugnata, eventualmente assieme alla sentenza, in altri gradi di giudizio.