Processo rating Trani. Testi citati: Draghi, Prodi, Padoan, Monti…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2015 23:24 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2015 23:24
Processo rating Trani. Testi citati: Draghi, Prodi, Padoan, Monti...

Processo rating Trani. Testi citati: Draghi, Prodi, Padoan, Monti…

TRANI – Da Romano Prodi a Mario Monti. Passando per Mario Draghi e Giulio Tremonti. Una raffica di testi eccellenti sarà chiamata a deporre a Trani nel processo per manipolazione del mercato che vede sul banco degli imputati manager delle società internazionali di rating Standar & Poor’s e Fitch e che comincerà il 4 febbraio prossimo.

Tra i 17 nomi dell’elenco depositato oggi dal pm Michele Ruggiero, ci sono anche il governatore della Bce, Mario Draghi, il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, due ex premier come Prodi e Monti e vari altri nomi noti del mondo dell’economia e della politica come l’ex ministro Giulio Tremonti.

L’inchiesta riguarda il declassamento di due gradini del rating dell’Italia (da A a BBB+) che le agenzie internazionali di rating decisero tra il 2011 e il 2012 e che, secondo l’accusa, avrebbe provocato “una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e degli affidamenti creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali”, un deprezzamento dei titoli di Stato e un indebolimento dell’euro. All’epoca, l’allora premier Mario Monti parlò di ”un attacco all’euro e all’Europa”.

L’inchiesta, partita da un esposto dell’Adusbef e di Federconsumatori, porta in aula come imputati otto tra analisti e manager di S&P e Fitch. La posizione di Moody’s, inizialmente entrata nelle indagini, è stata poi archiviata su richiesta della stessa procura. Il rinvio a giudizio è stato deciso il 28 ottobre scorso dal gup di Trani Angela Schiralli.

Tra gli altri citati come testimoni ci sono Giuseppe Vegas, dal 2010 presidente della Consob, e il direttore generale del debito pubblico del ministero dell’Economia, e componente del gruppo di governance del network Ocse-Tesoro sulla gestione del debito pubblico, Maria Cannata. Ruggiero ha citato come testimoni anche i responsabili italiani di Standard&Poor’s, il colonnello della Guardia di finanza Adriano D’Elia, che eseguì una perquisizione negli uffici milanesi di S&P, e i responsabili delle due associazioni di consumatori Elio Lannutti (Adusbef), e Rosario Trefiletti (Federconsumatori).

Manager e analisti di S&P sono accusati di aver fornito “intenzionalmente” ai mercati finanziari – tra maggio 2011 e gennaio 2012 – quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull’affidabilita’ creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento e di rilancio economico adottate dal governo italiano. L’ultimo report sotto accusa e’ quello con cui S&P, il 13 gennaio 2012, decreto’ il declassamento del rating dell’Italia di due gradini (da A a BBB+). Per Fitch gli imputati sono accusati di aver rilanciato – dal 10 al 18 gennaio 2012 – “indebiti annunci preventivi di imminente declassamento” dell’Italia, mai decretato ufficialmente dell’agenzia Fitch fino al 27 gennaio 2012, “cosi’ divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari”.