Processo Ruby-bis, Lele Mora rinuncia ad appello e chiede pena più bassa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2014 11:14 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2014 11:14
Processo Ruby-bis, Lele Mora rinuncia ad appello e chiede pena più bassa

Lele Mora (Foto Lapresse)

MILANO – Processo Ruby bis, Lele Mora rinuncia all’Appello e chiede una pena più bassa. L’ex agente dei vip ha usufruito di una sorta di patteggiamento, che permette una rideterminazione della pena grazie alla rinuncia parziale dei motivi di Appello.

Con questa scelta Mora non contesta le accuse, rinuncia ai motivi d’Appello sul merito del procedimento e chiede ai giudici soltanto di rideterminare al ribasso la pena. L’ex agente dei vip chiede anche che i reati per cui è stato condannato vadano ”in continuazione” con la condanna a lui inflitta nel 2011 per bancarotta.

In sostanza, sostiene la sua difesa, Mora quando indusse alla prostituzione alcune ragazze ad Arcore (secondo l’accusa), lo avrebbe fatto per sanare, attraverso un prestito da parte dell’ex premier Silvio Berlusconi e con l’aiuto dell’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, i conti della sua società, anche se poi quei soldi furono distratti dalla stessa società, la LM Management.

L’ex talent scout è stato condannato in primo grado nel luglio del 2013 a sette anni per i reati di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile per i presunti festini ad Arcore.

Nell’istanza con cui Mora ha fatto presente ai giudici del processo d’Appello ‘Ruby bis’ di voler rinunciare ai motivi d’Appello, l’ex talent scout ha riportato alcune parole da lui usate in aula nel processo di primo grado quando disse che il caso al centro del procedimento era segnato da ‘‘dismisura, abuso di potere, degrado”.    

In quell’occasione, il 28 giugno 2013, Mora, riferendosi alle serate nella residenza di Arcore di Berlusconi, aveva parlato appunto di ”dismisura, abuso di potere, degrado, tre parole che ho letto sui giornali e che condivido”.

L’ex impresario dei vip aveva dichiarato di non essere stato solo ”un passivo concorrente”, di aver partecipato alle feste di Berlusconi, di aver portato alcune ragazze ad Arcore, anche se ”non ho mai orientato le loro condotte con costrizione”. Inoltre Mora aveva ammesso di aver ”ricevuto un prestito da Berlusconi tramite Fede”, aveva chiesto ”scusa a tutti” e spiegato di voler ”uscire da quella bufera infernale che mi ha tolto la luce”.